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Lettere al Direttore

PENSIONATI

non finirò mai di ringraziarLa per la campagna a favore dei pensionati, una categoria sacrificata in nome del "bene comune" conformemente alla morale, o meglio, all'ideologia della sinistra cattocomunista/dirigista. Sono anni, da quando quasi dieci anni fa mi hanno derubato costringendomi al pensionamento - sindacati/capo del personale...ambienti politici - perché titolato ad esserlo per legge e perché se fossi rimasto in servizio "avrei impedito ad altri giovani disoccupati a occupare il mio posto. C'erano scalcitranti giovani rampanti, quali Profumo che odiavano i dirigenti "maturi" con più di 50 anni, ancorché con nessuna pecca professionale, esperienza e provata capacità gestionale, del tutto competitivi con i più giovani, spesso solo ricchi di dialettica, prosopopea, servilismo. E ciò, nonostante il metro efficientistico di qualsiasi azienda sana sia sempre stato l risultato ed essere fattore di profitto. Principio sacrosanto soprattutto per i quadri e dirigenti per la formazione dei quali l'investimento non è irrilevante. Ebbene sono andato in pensione a 63 anni nonostante fosse sempre stato nei miei obiettivi restare almeno fino a 65 anni, nessuno mi avrebbe potuto licenziare perché non avevo macchie professionali: il rischio era solo quello di un mobbing frustante e poco dignitoso. Come il sottoscritto tantissimi altri ora criminalizzati solo perché la pensione è al di sopra del minimo (fascia 3/8mila euro netti), ancorché guadagnata con sacrifici, essere stati attori del salvataggio e successo di aziende poi - nei grandi gruppi, in particolare bancari - opportunamente classificati in crisi per godere di illeciti benefici fiscali e deroghe alla corrente legislazione in tema di lavoro.. GRAZIE Renzo Cadamuro

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