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Lettere al Direttore

Molli sono i politici e chi da consigli insani

Gentile Direttore Feltri, ho letto il suo articolo riguardo i consigli da dare al Presidente Berlusconi. Non condivido molto, per esempio, di provare a sostenere il referendum in cambio di qualche cosa. La riforma costituzionale è scritta male, non ha un briciolo di senso logico, chi la sostiene è un cattivo maestro. Inoltre, la politica degli scambi deve finire, troppo tempo, per la precisazione dagli anni’60 in poi, questo paese ha costruito il fare politicante su dietrologia che hanno fatto male all’Italia, siamo canalino di coda in Europa, non contiamo nulla, ci ridono dietro, fanno i talk show sui nostri primi ministri e Lei osa dare consigli mantenendo il pantano disgustoso di questi nulla facenti parlamentari. Sì, direttore, nonostante concordi con lei nel finale riguardo “ridare autonomia al Paese” combattendo l’Euro, di certo non può provenire dalla – questa sì - “mollezza” dei parlamentari, perché sono loro i molli. Quando Lei aggiunge il dispregiativo terroni è di cattivo gusto, perché le ricordo che l’Unità di questo Paese è avvenuto per il furto di denaro preso da Cavour, con la compartecipazione del mercenario Garibaldi, a discapito del Regno dei Borboni. Da allora, oltre il furto, c’è stato il disinteressamento all’ovvio brigantaggio che iniziò a manifestarsi dopo l’unità. Indifferenza voluta per scelta politica, perché bisognava creare manovalanza da trasferire nelle fabbriche del nord … Sì Direttore, quei terroni molli di cui parla, sono stati prima derubati, poi discriminati e schiavizzati, ma hanno fatto la fortuna del Nord con le loro braccia. Se oggi il meridione vive nel Pantano, non è certo colpa di colui che Lei definisce terrone, ma di politici che hanno creato la Cassa del Mezzogiorno per – come diceva Troisi – “avere la certezza di sapere a che ora dovevano mangiarci sopra”. Uno stato che ha lasciato solo quel popolo, e quando ha provato a combattere ne avete ucciso i soldati migliori, mi riferisco a Borsellino, dalla Chiesa etc.. Ho due Lauree, vincitore di un dottore di Ricerca, sono un Liberale convinto e audace sostenitore della meritocrazia, ho realmente combattuto e combatto contro il clientelismo e l’assistenzialismo, ho viaggiato a destra e manca per formarvi, ma essendo una persona capace, ma soprattutto per non cedere alle dinamiche sporche italiane, la mia anima è e resta invendibile alla vostra mollezza, meglio un pazzo di pane duro che cedere alle vostre sudice dinamiche. Scomodo, quindi, per persone molli come Lei che quando scrive non pensa. Ergo, per bravura e per essere – ricordando il film di Brian De palma – intoccabile, ogni giorno sono irritato perché il merito e la virtù in questo paese non viene considerato; quindi mi ritrovo a leggere articoli di direttori che scrivono sciocchezze perché hanno ceduto il loro deretano a qualche mollo politico, nonché devo essere rappresentato da incapaci che hanno venduto la loro anima al “diavolo”. Questo molle paese fatto da chi continua a dare consigli insani. Ci pensi Direttore, ci pensi … mi scusi, il pensare non è per Lei. Almeno abbia il coraggio di pubblicare questa lettera. Cordiali saluti, dott. Lino Arenare

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