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Lettere al Direttore

Non siamo razzisti ma i buonisti ad ogni costo ci spingono ad esserlo.

Egregio Direttore, il buonismo ad ogni costo ci invita ad aprire le porte ed accogliere tutti quelli che bussano. Non c’è una pianificazione seria su quanti potremo realmente accogliere senza generare reali tensioni nella società , su come accoglierli, come e dove ospitarli quando i numeri diventeranno significativi. La sensazione è che si vive , come quasi sempre, alla giornata, cercando soluzioni solo quando si presenta il problema. Con il risultato che non avendo pianificato nulla in precedenza tutto diventa emergenza. Qualcuno si improvvisa albergatore (leggo dagli organi di stampa della chiesa a Ventimiglia che ospita circa 800 immigrati), qualcun altro trova il modo per guadagnare sulla disperazione . Il problema dell’impatto di questa massa umana sul territorio sembra non riguardare i nostri politici che amano farsi intervistare in centri di accoglienza o allo sbarco dei ripescati in mare. Cosa non si fa per un atto di propaganda gratuita! C’è qualcuno che si chieda come mai tutti questi disperati girano muniti di cellulare regolarmente collegato a delle cuffiette perennemente indossate. Nemmeno fossero tutti dei manager in collegamento con l’Ente o industria di cui sono responsabili. Se chiedi come mai siano in possesso di telefonini, anche di un certo costo, la risposta è sempre la stessa. Gli è stato regalato , dal fratello, dal cugino, per mantenersi in contatto con la famiglia. Ma se non hanno soldi , se sono fuggiti dalla miseria come fanno a dotarsi del cellulare? Con chi comunicano tutto il giorno? (Forse sono in attesa di ordini? Forse andrebbe aperta una riflessione di carattere investigativo!?). In un sevizio televisivo un migrante mostrava all’operatore i servizi igienici , in pessimo stato, della struttura che l’ospitava . Si lamentava che nessuno li avesse puliti! Non voglio aggiungere alcun commento altrimenti rischio di essere tacciato per razzista. Oggi all’ora di pranzo, su Rai tre, una simpatica conduttrice voleva allietarci con una visita guidata alla città di Bologna. A fianco a lei , a farle da spalla (sic!) un giovane di colore. Rai tre , come al solito, vuole passare per ente televisivo aperto al futuro ed essere di esempio nella capacità di dare spazio allo straniero. Quel giovane , pagato naturalmente con i soldi degli italiani , avrà sicuramente superato un concorso pubblico , battendo centinaia di migliaia di giovani italiani diplomati e laureati alla ricerca di un impiego adeguato al loro livello culturale. Giovanni Ridinò

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Commenti all'articolo

  • francori2012

    11 Agosto 2016 - 12:12

    Lapalissiano caro Giovanni.Io,povero "Ragazzo di campagna;anche se nato a Milano dove ho vissuto per 40 anni,lo sto dicendo da alcuni anni,ma gli "Ebeti"che ci governano,fanno finta che tutto va ben,Madama la Marchesa,finchè non scoppia la metastasi.Sarà giunto il momento di presentrare il conto a questo Renzinetto con scudiero,detto anche Alfano. Francori2012

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