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Lettere al Direttore

Il problema dei nostri guai non è l’Europa.

Egregio Direttore, pur non essendo un esperto di economia, non mi sento di allinearmi con coloro che gridano di lasciare anche noi la Comunità Europea. Ritengo, infatti, che tale atto finirebbe per penalizzarci di più e non contribuirebbe minimamente a rilanciarci dal punto di vista economico. Ho sempre biasimato i piccoli paesi o comunità che cercano di guadagnare una identità indipendente svincolandosi dai legami con lo stato sovrano con il quale hanno condiviso secoli di convivenza. Ritengo che il mondo continuerà la sua corsa verso la globalizzazione , fenomeno economico guidato da interessi sovranazionali e di grandi aggregati economici capaci di gestire enormi capitali. Di fronte ai giganti economici, i piccoli finiranno per esserne fagocitati. Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti noi. Grandi marchi italiani, che hanno fatto la storia ed hanno lanciato il nostro paese nel mondo , vengono assorbiti da strutture economiche internazionali che finiranno per distruggere il marchio e sabotare il made in Italy a favore di altri “brand”, come si usa dire di questi tempi. Un paese come il nostro, senza risorse energetiche proprie, con un debito da non far dormire la notte ciascun cittadino ( i nostri politici invece ci dormono bene tanto da continuare in modo forsennato ad aumentarlo), con un bilancio pubblico ormai senza margini di manovra a causa degli interessi da pagare sui debiti accumulati, non ha grandi prospettive espansive se decidesse di rompere i vincoli con l’Europa. Anche le banche soffrono per aver sostenuto la politica con la prospettiva che i crediti dello Stato sarebbero stati comunque onorati , perché lo Stato non fallisce. Oggi , a mio avviso, ma nessuno lo dice, lo Stato si avvia al tracollo. Dopo aver dilapidato tutto quello che c’era in cassa (compresi gli accantonamenti per le pensioni degli statali) si cerca di correre ai ripari (spesso più a parole che con i fatti) cercando di togliere quanto a suo tempo promesso ( i famosi diritti acquisiti) non essendo più sostenibile il nostro tenore di vita. L’Italia è ormai un paese impazzito, ingovernabile, dove ad ogni elezione il nuovo eletto fa di tutto per distruggere quanto realizzato dal predecessore ( soprattutto se di un partito di opposizione). E’ utilizzando i soldi dei contribuenti, che la Regione Friuli Venezia Giulia, per esempio, si permette di fare ricorsi al TAR per opporsi alla costruzione del degassificatore di Trieste e di costringere Terna a smantellare una linea elettrica già realizzata per “interrarla”, con un aumento di costi spropositato senza alcuna vera giustificazione (ambientale o di salute pubblica) ma per puro sentire ideologico! Di fronte a questi sperperi allegri di denaro pubblico occorrerebbe scendere veramente in piazza con i forconi, quelli veri , per mandare a casa l’attuale “casta politica”. Solo l’Europa può svegliarci a suon di schiaffi! Giovanni Ridinò

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Commenti all'articolo

  • raffaelepisani41@yahoo.it

    raffaelepisani41

    19 Luglio 2016 - 10:10

    Cari italiani, teniamocela ben cara l'Europa e ringraziamo Iddio che non ci cacci via a pedate nel sedere! Chi vuole intendere intenda! Raffaele Pisani, italiano dell'Italia di Croce, don Sturzo, La Pira, De Gasperi, Segni, Berlinguer, Carlo Alberto dalla Chiesa, Falcone, Borsellino e tutti i grandi, veri e sconosciuti servitori dello Stato, Aldo Moro, Sandro Pertini ...

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