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Lettere al Direttore

Trump pro-life?

Le condizioni di salute della candidata alla Casa Bianca Hilary Clinton, sondaggi alla mano, stanno sicuramente favorendo il suo rivale Donald Trump, il quale sta calando sul tavolo le ultime carte rimaste nella campagna elettorale. In una recente lettera indirizzata ai leader pro-life Trump scrive testualmente: “Hillary Clinton supporta non solo l'aborto su richiesta, per qualsiasi motivo, ma avrebbe compiuto un ulteriore passo in avanti: vuole costringere i contribuenti a pagare gli aborti abrogando l’emendamento bi-partisan Hyde”. Tale emendamento, firmato nel 1977 dal presidente democratico Jimmy Carter, prevede che non gravino sulle tasche dei contribuenti le spese abortive, eccezion fatta per gli aborti compiuti a seguito di violenza sessuale, di incesto e per salvare la vita della madre. Tale emendamento deve essere rinnovato di anno in anno. Hilary, come sottolineato da Trump, è contrario al suo rinnovo. La lettera così prosegue: “Hillary Clinton supporta anche l'aborto fino a un'ora prima della nascita. Lei nominerà alla Corte Suprema solo giudici che condividono questo suo punto di vista. Non ha nemmeno cercato di nascondere questo suo estremismo”. Trump ha infatti ricordato che la Clinton una volta ha dichiarato che “la persona non nata non ha diritti costituzionali” e che “le credenze religiose devono essere mutate” al fine di agevolare la sua agenda pro-aborto. Il candidato alla Casa Bianca così prosegue nella missiva: “l’impegno costante di Hillary Clinton a diffondere l'aborto on-demand, finanziato dai contribuenti, è in netto contrasto con gli impegni che io, se eletto presidente, mi sono assunto di adempiere al fine di difendere i diritti dei bambini non nati e delle loro madri”. Seguono poi alcune promesse elettorali ben precise: la firma al Pain-Capable Unborn Child Protection Act, legge vigente in alcuni stati che tutela dall’aborto il nascituro con età gestazionale avanzata; “togliere i finanziamenti a Planned Parenthood [la principale organizzazione abortista al mondo] fintanto che continueranno a praticare aborti e riallocare il loro finanziamento a favore dei centri clinici che forniscono assistenza sanitaria completa alle donne”; “rendere legge permanente l’emendamento Hyde al fine di evitare che i contribuenti debbano pagare per gli aborti”. Trump così conclude: “Insieme possiamo formare questa vitale coalizaione in modo tale che Mike Pence [il vice presidente scelto da Trump] ed io possiamo essere i difensori dei nascituri e delle loro madri per tutti i giorni in cui saremo alla Casa Bianca”. A leggere questa missiva si potrebbe pensare che è una mossa elettorale voluta solo per guadagnare voti e che a Trump le battaglie pro-life in se stesse non importino nulla o quasi nulla. Ed infatti sull’argomento “aborto” il candidato repubblicano ha cambiato più volte idea. Oppure che sono solo promesse e una volta alla Casa Bianca il multimiliadario se ne scorderà. Potrebbe essere tutto vero, ma comunque questa lettera è un fatto di natura politica che deve essere registrato dall’elettorato americano, come è un fatto acclarato che la Clinton è un’abortista convinta. Tommaso Scandroglio, docente di Etica e bioetica – Università europea di Roma

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