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Lettere al Direttore

Ecco cosa c'è dopo

L'UOMO Sotto un cielo malato di ombre labili e sfilacciate quanto i peccati di ogni attuale volger del dì, vedo una macilenta figura curva di dolore, deambulare in un fetido carruggio. E’ l’uomo. L’uomo quotidiano, oppresso dalle mille inquietudini del vivere, cercare un indizio, una labile traccia di un’esistenza tremebonda che ci condurrà nell’inconosciuto. Cosa ci aspetta. Forse un eden fatto di luci, senz’ombra alcuna di peccato oppure il nulla, oscura percezione. Ciò che più ci ossessiona, il disfacimento lento e inesorabile del corpo che tanto amiamo. La temuta certezza. Per questo invochiamo santi e dei, Ombre cui diamo un contorno umano, lo stesso, forse, dei cari trapassati nostri, per timido timor, giammai obliati.

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