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Lettere al Direttore

Ma cos'è questa crisi....

In Italia, ma anche nel resto d’Europa, si sentono mille storie sulla genesi delle difficoltà economiche che affliggono, chi più chi meno, gran parte dei paesi occidentali e che ha comportato, quasi ovunque, un brusco ridimensionamento del benessere di ciascuna classe media, ma il mio modesto parere maturato con l’esperienza lavorativa diretta, sul campo, è che tra tutte queste ragioni e queste analisi manca quella che reputo la più importante: è tutta colpa della fine del Comunismo. Quando nel 1989 l’URSS crollò miseramente, in tutti i sensi, l’Occidente ha dovuto affrontare uno sbilanciamento improvviso della concorrenza industriale globale, improvvisamente quasi 1 miliardo di lavoratori, ricercatori, dirigenti ecc abituati a vivere in miseria e con pochi diritti (uno stile di vita simile a quello dell’Europa post-bellica anni ‘50) ha iniziato a competere con noi nella produzione di beni e servizi (cioè ricchezza) che prima avveniva nei soli paesi occidentali. L’Italia, come molte altre nazioni industrializzate da decenni, in appena un decennio è diventata non più competitiva nelle produzioni industriali a basso valore aggiunto, o per meglio dire di scarso contenuto tecnologico, perché tali produzioni ora riuscivano a farle anche nei paesi reduci del Comunismo e ovviamente a prezzi di gran lunga inferiori. Anche la Germania soffrì il contraccolpo di questa nuova concorrenza all’inizio, ma cercò subito di riorganizzare il sistema produttivo dal modello piccola-media impresa diffusa sul territorio a quello della grande impresa e/o accordi per filiere. L’Italia purtroppo non fece altrettanto e in più doveva affrontare gli effetti di un grosso, inevitabile cambio di strategia economica nazionale perché il modello assistenzialista meridionale era giunto al capolinea, lo Stato non poteva più finanziarlo perché ci ha portato sull’orlo del default e il Debito Pubblico aveva raggiunto il limite di sostenibilità. Era tutto più semplice quando c’era il Comunismo: meno concorrenza industriale e soprattutto concorrenza omogenea tra paesi occidentali, e nonostante questo vantaggio fino alla fine degli anni ’80 abbiamo distribuito troppa ricchezza a debito ed ora a noi tocca pagare solo il conto (50% attuali pensionati riceve una pensione scoperta come contributi, parzialmente regalata) e ci tocca competere con nuovi mostri economici tipo la Cina. Conosco bene la Cina, ci lavoro da quando mi son laureato in ingegneria meccanica nel 1997 e l’ho vista diventare una potenza con i miei occhi, già dopo la realizzazione sbalorditiva del mega aeroporto di Chongquing in appena 1 anno (è drammatico il confronto con la realizzazione di quell’aborto chiamato Malpensa) ho capito che per noi europei sarà dura e che ci aspettano anni difficili in cui rischiamo anche di farci del male da soli e aggravare la nostra situazione individuando falsi capri espiatori, complotti inesistenti e piangendoci sempre e solo addosso…ma tutto questo non cambierà di una virgola la situazione, anzi avremmo solo perso tempo mentre dovremmo cambiare noi stessi, far capire ai giovani che studiare è importante per sé stessi e per il futuro del loro paese, che vale la pena rischiare perché abbiamo un futuro e anche una fortuna: viviamo nel nazione più bella del mondo e glielo scrive uno che il mondo l’ha visto tutto. Quando si torna a Francoforte da Shanghai o da Hong Kong sembra di arrivare in una nazione del 3° mondo e non nella 1° potenza economica europea e questo è proprio il punto: perché ci siam ridotti così avendo la valuta più forte e ricca del mondo? Dove pensiamo di andare divisi? Quanto conteremo in futuro quando a spartirsi le risorse del pianeta ci saranno 2 super-potenze economiche e militari legate a filo doppio dal debiti che una (gli USA) ha nei confronti dell’altra? Camusso, Landini e tutti i radical-shit incolpano la globalizzazione, il libbberismo, le bbbbanche la Finanza ecc voi incolpate la Merkel, l’Euro e l’Europa ma la crisi inizia per la fine del Comunismo che la Camusso e Landini han spacciato come strumento di benessere per decenni, e non è certo per colpa dell’Euro o della Merkel che siamo, giovani e anziani, i peggiori OCSE in competenza linguistica e penultimi in matematica. Ci salveremo solo capendo che è necessario darsi da fare in ogni campo, dallo studio al lavoro, perché non siamo vittime di nessuno, solo di noi stessi e la Sicilia ne è la dimostrazione lampante: l’isola più bella del Meditterraneo accoglie 400-500.000 turisti all’anno contro 10 milioni delle orripilanti Canarie….c’è parecchio da fare, basta lagnarsi e basta finte scorciatoie che finiscono per portarci sempre indietro, mai avanti. Ing.Massimiliano Mirri Lugo (RA) 347-3817370 massimiliano.mirri@live.it

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