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Lettere al Direttore

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gentile Direttore, Ieri sera nella puntata di Dimartedi, il sig. Travaglio ha asserito che la riforma costituzionale prevede che i senatori vengano eletti dai consigli regionali e nient’altro (in merito alla elezione dei senatori naturalmente) e il sig. Giannini ha confermato, entrambi esclamando che è ora di finirla con queste patacche secondo cui gli elettori potrebbero indicare le preferenze. Ma è falso perché, come ha sostenuto inascoltato il giornalista Lavia dell'Unità presente, l’art. 2 della legge costituzionale che va a modificare l’art. 57 della Costituzione, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 88 del 15-4-2016, al quinto comma prevede che la durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti, in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalità stabilite dalla legge di cui al sesto com­ma (che rimanda alla legge elettorale). Questo è avvenuto nell'ultima lettura al Senato; non è scritto bene, ma è inequivocabile. A volte anche i "geni" sbagliano. Maurizio Nati

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