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In questa ormai sempre più decadente nazione collassano interi "sistemi" e le azioni al limite, o al di fuori, della norma e della legge diventano sovente prassi conosciute e accettate da tutti. Nella tragedia del Giglio gli Stakeholder (persone interessate) sono molte. Che le grandi navi da crociera da anni "accarezzino" le belle coste italiane è cosa che sanno in parecchi: capitanerie di porto, armatori, sindaci, ecologisti, responsabili dei parchi marini, cooperative di pescatori, tour operator, ecc.. Ma a tutti, chi per un motivo e chi per un altro, e convenuto chiudere un occhio, e a volte anche due, sulla illegalità di tali rischiosi accarezzamenti. Poi è successo quel che è successo, e allora vai con la caccia all'uomo (e non al sistema ovviamente) da mandare quanto prima al patibolo. E il Capitano della nave è il capro espiatori ideale. E che tale Capitano abbia commesso errori gravissimi è cosa difficilmente negabile e, a processi avvenuti, pagherà le sue colpe. Ma io spero che presto gli infaticabili segugi di "Chi l’la visto", di "Porta a Porta" e di altre testate televisive e giornalistiche reperiscano e pubblichino tutte le telefonate, i fax, i dispacci, ecc. che attestino grida quali "Capitano, le ordino di allontanarsi dalla riva altrimenti ....!", unici documenti che possono attestare che i vari organismi preposti al controllo (funzionari pubblici, e quindi pagati da noi cittadini) hanno fatto sempre il loro dovere in occasione delle decine e decine di rischiosi sfioramenti precedenti. Se ciò non dovesse avvenire ( e purtroppo non avverrà) non siamo altro che un popolo di fantocci ipocriti e, quel che è peggio, anche forcaioli.

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