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Caro direttore le invio la lettera che mia madre presidente dell'associazione dei farmacisti di crotone, adriana Angellieri, ha scritto alla dtt.ssa La Racca che oggi a indetto una riunione straordinaria della federfarma nazionale. Grazie dell'attenzione. Car AnnaRosa, sono indignata, arrabbiata, mi sento impotente difronte agli eventi che precipitosamente si sono scatenati su di noi . Eventi che il nostro Sindacato aveva il dovere di prevedere e prevenire, invece con la storica indolenza si è atteso che gli eventi anticipassero le nostre mosse, mosse che non abbiamo mai fatto. Abbiamo subito le decisioni della politica dichiarando sempre che in fondo era il male minore!!! Abbiamo cambiato dirigenza ma nulla è cambiato, il copione è sempre lo stesso. Sono la presidente dell' associazione di Crotone. Vengo convocata a Roma per una riunione di 2 giorni, urgentemente, per discutere di che cosa? Abbiamo fatto sentire la nostra FLEBILE voce in qualche televisione locale e in trasmissioni dove siamo stati relegati agli ultimi minuti senza avere la possibilità di spiegare le nostre ragioni (leggi Gad Lerner). Se abbiamo occupato qualche spazio pubblicitario non se n'è accorto nessuno o è rimasto così poco tempo da non essere visto. Non potrò venire a Roma perchè sono convocata dal Prefetto di Crotone per conciliare 7 mesi di pagamenti arretrati. Vorrei avere il conforto della Consulta Regionale ma non si sente. L'ultimo incontro romano si è concluso con un gruppo di colleghi che a gran voce urlavano: il quorum non si tocca!!!!! In tutti questi anni ho sentito parlare sempre i soliti colleghi portatori, spesso, di interessi personali e ben poco partecipi all'interesse di tutti. O ancora colleghi che con il loro dissenso (apparente) si aprivano la strada per i vertici sindacali. Si è scatenato un odio per la categoria attraverso i mass media, quasi fossimo gli affamatori dei colleghi non titolari e della società e non abbiamo mai saputo controbattere. Se questo deve essere l’assetto futuro; per la sopravvivenza delle piccole farmacie (non solo rurali ) bisognava chiedere l’abrogazione della 405,della distribuzione diretta, DPC, pay back che erodono il misero margine che ormai rimane a chi non vive di cassetto. Queste cose bisognava dirle alla gente, cercare di farle capire, a gran voce. Altro che raccolta di firme! La liberalizzazione che andrà in atto è un gesto punitivo e tragico per la farmacia. Si sostiene il doppio o triplo canale caso unico al mondo. Il quorum così concepito è insostenibile per la sopravvivenza della farmacia Il farmaco da bene di necessità viene trasformato a bene di consumo. La possibilità di aggregazione di 8 farmacie consentirà a soggetti con grandi capitali di proporsi allo Stato con sconti notevoli. Non continuo, in tutto questo i nostri rappresentanti cosa fanno? Silenzio o in seduta continua, non ho capito perché, se i risultati sono questi. Già so che molti colleghi sono pronti al cambiamento e quindi poco si importeranno degli altri. Dobbiamo contrapporre una nostra proposta, far sentire la nostra voce in modo forte, chiaro e unitario. Non si può distruggere una categoria in così poco tempo. In nessuna parte d’Europa esiste un sistema come quello proposto. Noi piccoli farmacisti di periferia non ci sentiamo rappresentati, vorremmo rappresentanti meno soft e più aggressivi, capaci di dire quali sono i veri interessi che si celano dietro questo progetto. Se riusciremo a cambiare qualcosa, bene, altrimenti recitiamo il De profundis per la farmacia . Saluti a tutti Adriana Angellieri Vorrei che leggessi questa mia alla riunione

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