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Subito un fondo per segare il debito Egregio Signor Davide Giacalone Sono d’accordo con lei che sia necessario ed urgente discutere su proposte non recessive che portino ad una significativa riduzione del debito pubblico. Questa discussione deve uscire velocemente dal circuito di Libero e dei consessi dei quali lei accennava nell’articolo, infatti le proposte del fondo (lo chiamerei ITALIA SpA, dovremmo sostenerlo tutti, qualche banca potrebbe anche sponsorizzarlo, butto lì, una BCC ) le ho lette mesi fa, prima del governo del teorico del nulla, dunque ci parliamo addosso. Ancora, ho ascoltato un’intervisa rilasciata dall’On. Brunetta a Radio Radicale, ineccepibile, misurata ma forse piove sul bagnato o comunque è troppo tardi! Intanto mi prudono le mani e cresce il rancore verso una maggioranza politica che non ha saputo essere all’altezza del suo mandato; poi leggo la pubblicità dell’insezionista G. Barbieri, "Una semplice ricetta per affrontare la Crisi" e mi dico: sono solo pigra e depressa o semplicemente una casalinga disperata sull’orlo di una crisi più grande di me? Le ricette che lei propone per attuare la riduzione della spesa non sono strutturali come vorrebbe l’Europa, tuttavia, non essendo settoriali e quindi meno punitive, sembrerebbero invece destinate a raccogliere un consenso più ampio nella popolazione italiana. E’dunque a livello della popolazione che si deve agire, informarla con chiarezza e positività, proponendo soluzioni facilmente concretizzabili per tutti e il più contemporaneamente possibile per evitare speculazioni economiche come politiche. E’ sul come agire che la casalinga si trova in difficoltà. In teoria è bravissima: si deve fare rete (con un bravo webmaster) con le teste giuste con il cuore in mano e una bella banda di giovani che, ben diretti, diventino un’ochestra perfetta per suonarla al parlamento, al governo e al capo in testa. Ma come cominciare? Da voi, a Libero, buoni professionisti non mancano, uscite dall’orto perfetto e sicuro, e poi anche nelle altre parrocchie ci sono delle belle teste che per una volta dovrebbero rinunciare a credersi le uniche teste d’uovo sul mercato. Ci vuole persuasione, consenso e poi arriva anche il buon senso. Insomma bisognerrebbe fare squadra per un patto per l’ITALIA SpA. Se questo fondo fosse come voi lo descrivete sono pronta a parteciparvi e non uso l’indicativo a caso! Per ora grazie per l’attenzione e per quanto mi ha insegnato e insegnerà. Distinti saluti, M.C. Tagliabue Monza, 20/01/2012

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