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Del "pacchetto liberalizzazioni" varato ieri dal Consiglio dei Ministri molto probabilmente l'aspetto riguardante le frequenze televisive passerà in secondo piano, dal momento che (per certi aspetti giustamente) in questa fase molto difficile sono ben altri i problemi più rilevanti. Ritengo opportuno, però, sottolineare un aspetto, collaterale al decreto, che secondo il mio modesto parere, è emblematico della caduta in basso del nostro Paese. Il fatto: il Consiglio dei Ministri ha deciso la sospensione per 90 giorni del cosiddetto beauty contest, ovvero dell'assegnazione gratuita agli operatori attualmente presenti sul mercato delle frequenze televisive, provvedimento varato non senza polemiche dal precedente Governo. Tutto bene quindi? Nemmeno per idea, dal momento che Mediaset, per dirla con linguaggio telegiornalistico, è insorta e ha parlato di attacco alla legalità. Sarebbe bene che si ricordasse che Mediaset opera nella più totale illegalità sin da quando è stata creata, appropriandosi di frequenze che non le appartenevano ed infischiandosene persino (non notevoli e trasversali complicità) di una sentenza della Corte Costituzionale. Ma d'altronde noi italiani siamo superiori a tutto e a tutti, sentenze comprese. O no?

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