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LIBERALIZZAZIONI GOVERNO MONTI TAXI, FARMACIE ECC Si tratta realmente di Liberalizzazioni oppure di esproprio proletario o di tangenti o regalie? Ho aspettato le decisioni del Governo Monti perché volevo essere sicuro di quanto scrivere. Mi rifarò, come esempio esemplificativo alle sole Farmacie, ma il ragionamento è equivalente per i Taxi e per altre attività di privati che lavorano a numero chiuso o quasi. In Italia ci sono quasi 18.000 Farmacie. Escludendo circa 3.000 Farmacie che si trovano in sedi disagiate possiamo ragionare unicamente su 15.000 Farmacie. Attualmente il valore commerciale di una Farmacia è molto elevato (pari anche a 3 milioni di euro – più o meno a seconda della dislocazione). Calcoliamo un valore medio pari a 2.000.000,00 (due milioni) di euro per ogni Farmacia. Di conseguenza il valore patrimoniale di tutte le 15000 Farmacie è pari, attualmente (e naturalmente questo valore non va preso come assolutamente preciso) a 30 miliardi di euro. Un Capitale immenso. Naturalmente non tutte le farmacie hanno nel proprio bilancio il valore reale del proprio patrimonio. Chi ha acquistato una Farmacia negli ultimi anni avrà in bilancio il valore reale, mentre chi la gestisce in proprio da tantissimi anni avrà a bilancio un valore patrimoniale molto inferiore. Potremo fare un’ipotesi che il valore patrimoniale di bilancio di queste 15.000 Farmacie sia pari, in media ad 1.000.000,00 (un milione) di euro ciascuna. Poniamo inoltre che queste 15000 Farmacie abbiano un guadagno netto di 200.000 euro annuo ciascuna e paghino quindi, di media, ciascuna 70.000 euro annui di tasse. Poniamo inoltre che ogni anno vengano vendute (e cambino quindi proprietà) 1000 Farmacie. Ciascuna di esse ha in media un surplus tra valore patrimoniale di bilanci e valore reale di vendita pari ad un milione di euro. Il totale quindi di queste compravendite è pari ad un miliardo di euro di surplus con un ulteriore carico fiscale di 350 milioni di euro. Riassumendo queste 15.000 Farmacie valgono 30 miliardi di euro, hanno un valore di bilancio di 15 miliardi di euro e pagano ogni anno 1050 milioni di euro di tasse per i guadagni di esercizio e 350 milioni di tasse dovute alle compravendite. La proposta del Decreto Legge Monti è di aprire subito, mediante gara pubblica, 5.000 nuove Farmacie che verrebbero assegnate, in modo gratuito, alle domande “più meritevoli”. Sappiamo già naturalmente che i grandi gruppi della grande distribuzione ne sarebbero i maggiori beneficiari Attualmente, per poter aprire 5000 Farmacie bisogna comprarle e l’esborso sarebbe di ben 10 miliardi di euro!! Davvero un bel regalo per chi lo riceve!! Ma veniamo ai punti: perché non è una liberalizzazione? Se l’obiettivo di ogni liberalizzazione è la diminuzione dei prezzi per il consumatore, sappiamo già che questo non avverrà. I prezzi sono infatti fissati per legge. Potrebbe però succedere che il governo autorizzi a fare sconti entro una certa misura. Naturalmente tutti potrebbero farli ma sarebbero naturalmente favorite le Nuove Farmacie che non avendo pagato nulla per aprire non sono gravate da mutui ed ammortamenti. Qualsiasi imprenditore farebbe prezzi più bassi se non dovesse pagare gli interessi bancari o i mutui accesi per iniziare l’attività. Sarebbe quindi un altro regalo per la grande distribuzione (Coop in primis). Se lo Stato vuole diminuire i prezzi basta che imponga immediatamente una riduzione sui prezzi in etichetta. Perché sembra invece un esproprio e una regalia? Semplicemente perché vengono regalati circa 10 miliardi di valore alla grande distribuzione a scapito della classe dei Farmacisti (piccola – media borghesia) che si vedrebbero azzerare il valore patrimoniale delle proprie aziende. Anche se si potrebbe obiettare che il valore patrimoniale totale delle, a questo punto 20.000 Farmacie, resterebbe invariato a 30 miliardi di euro e che quindi ogni Farmacia continuerebbe a valere, come patrimonio, 1,5 milioni di euro (al posto di 2 milioni), questo non è corretto. Infatti, fatta una prima gara per 5000 Nuove Farmacie, nulla vieta in futuro di farne un’altra e poi un’altra ancora. Chi quindi potrebbe pensare di acquistare una Farmacia quando potrebbe averla gratis in un prossimo futuro? Penso proprio nessuno. Il valore scenderebbe quasi a zero. Forse aumenterebbero le tasse incassate dallo Stato? 20000 Farmacie dovrebbero pagare senz’altro più di 15000. Assolutamente no. Infatti il fatturato totale dovrebbe restare invariato e quindi il guadagno netto di ogni Farmacia diminuirebbe in media da 200.000,00 euro a 150.000,00 euro con quindi una tassazione minore. E non è finita!!!!! Infatti tutte le 15.000 Farmacie esistenti si troverebbero nella situazione di dover portare a zero o quasi il proprio valore patrimoniale in bilancio. Se supponiamo che questo valore patrimoniale passi dall’attuale 1 milione di euro a zero in dieci anni questo vuole semplicemente dire che ognuna delle vecchie Farmacie avrebbe nei prossimi 10 anni una detrazione annua di 100.000 euro dal propri reddito e che quindi dichiarerebbe 50.000 euro annui. Riassumendo, ne prossimi 10 anni avremmo 5.000 nuove farmacie che guadagnerebbero 150.000 euro annui con una tassazione pari a 45.000 euro annui ciascuna (per un totale annuo pari a 225 milioni di euro annui). Poi avremmo 15.000 Vecchie Farmacie che guadagnerebbero (tolte le minusvalenze patrimoniali) 50.000 euro con una tassazione pari a 15.000 euro annui ciascuna (per un totale annuo pari a 225 milioni di euro annui). Il totale delle tasse annue pagate dalle 20.000 farmacie future sarebbe quindi pari a 450 milioni di euro rispetto al 1050 milioni di euro attuali. Ben 600 milioni di euro in meno annui a cui bisogna aggiungere i 350 milioni di euro annui attualmente incassati per tasse sulle compravendite che naturalmente (visto il crollo del valore del patrimonio a bilancio) sparirebbero del tutto. Riepilogando: • Nessuna diminuzione dei prezzi per i cittadini (che se si vuole imporre per legge è già possibile con l’attuale numero di Farmacie); • Un regalo di circa 10 miliardi di euro fatto soprattutto a COOP e grande distribuzione; • 950 milioni di euro di incassi annui in meno di tasse per lo stato Italiano. Quasi dieci miliardi in meno di tasse incassate in 10 anni. • La quasi certa chiusura di tutte le attuali 3.000 Farmacie disagiate a meno di sovvenzioni statali!! Con quindi una probabile diminuzione di occupati e di servizi ai cittadini nelle zone più disagiate. • L’azzeramento di un valore patrimoniale pari a 30 miliardi di euro. Ma chi è quel pazzo che avendo un valore patrimoniale e di mercato pari a 30 miliardi di euro lo vuole azzerare? Davvero dei gran risultati per un governo di Professori e Banchieri!! Ma certo fino ad adesso ho solo criticato una iniziativa del Governo. Voglio anche dare una reale soluzione se si vuole una vera liberalizzazione delle Farmacie. Una cosa semplicissima: Lo stato deve mettere in vendita eventuali nuove licenze al prezzo medio di mercato della zona. Facciamo per esempio Roma. Se una Farmacia attualmente a Roma vale 3 milioni di euro lo Stato Italiano potrebbe mettere in vendita le licenze di Roma a 2,5 milioni. In questo modo verrebbero aperte solamente Farmacie dove servono e dove possono guadagnare. I nuovi Farmacisti (o grande distribuzione/Coop) entrerebbero sul mercato alle stesse condizioni di chi già vi opera liberalizzando il settore senza creare squilibri e senza abbattere il valore patrimoniale degli operatori esistenti. Lo Stato Italiano incasserebbe i soldi delle nuove Farmacie in ingresso senza perdere quelli delle tasse e delle compravendite che naturalmente potrebbero continuare. E poi non si farebbero 10 miliardi di regalie agli amici. Se potessimo calcolare l’apertura di sole 400 Farmacie in più ogni anno l’introito statale in aggiunta all’attuale sarebbe di altri 800 milioni di euro!! Per i Taxi è la stessa cosa. Probabilmente 120.000 tassisti in Italia con un valore medio della licenza di 100.000 euro con un valore patrimoniale di 12 miliardi di euro che si andrebbe ad azzerare a favore di qualche grande compagnia estera (o COOP?) che sbarcherebbe in forza sul mercato affossando tutti i tassisti e le loro famiglie. Distinti saluti Antonio Piacenza

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