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Gentile Direttore Belpietro, sono un agente di assicurazioni monomandatario e vorrei farle notare alcune cose, nella speranza che lei voglia approfondirle e farle conoscere, che nel nuovo decreto delle liberalizzazioni vanno a colpire noi agenti (e non siamo certo una lobby di privilegiati) senza produrre alcun reale vantaggio per gli assicurati. Innanzi tutto, come puo’ un agente monomandatario proporre ai suoi clienti i preventivi della concorrenza? Noi lavoriamo per una sola Compagnia e veniamo pagati da questa solo se concludiamo i suoi contratti. Se anche avessimo la possibilita’ di avere i preventivi degli altri (cosa che non abbiamo, non lavorando per le altre compagnie) qualora risultassero meno cari dei nostri, dovremmo invitare il nostro cliente ad abbandonarci? Perdendo totalmente la nostra unica fonte di reddito??? E se anche poi il cliente, una volta informato sui prezzi, continuasse a scegliere noi, il lavoro in piu’ per produrre questa informativa chi ce lo paga? Sono anni che i vari governi ci impongono adempimenti burocratici pesanti e non retribuiti, ormai per fare una polizza auto ci vuole quasi mezza giornata di tempo, mezza risma di carta sprecata per informative che proprio nessuno legge e per questo bisogna chiedere al cliente 21 firme! Questa norma, per me pesante e incomprensibile (come puo’ un governo imporre ad un libero imprenditore di danneggiare la propria attivita’ facendosi concorrenza da solo e gratis?) e’ anche palesemente inutile in quanto la concorrenza fra le varie Compagnie, tramite noi agenti o vari siti internet, e’ gia’ molto sviluppata e qualunque assicurato che volesse confrontare diversi preventivi ne sarebbe sommerso a semplice richiesta. Assolutamente inutile e’ anche la norma sulla scatola nera che esiste gia’ da anni, con sconti e costi a carico delle Compagnie e per iniziativa delle Compagnie stesse. Una cosa di cui invece nessuno parla in questi giorni e’ il fatto che le tariffe RC Auto sono da sempre gravate da una tassa che a partire dallo scorso 1.mo gennaio e’ anche aumentata, in moltissime province italiane, di ben tre punti percentuali e mezzo (dal 12,5 al 16%)! Questi soldi che escono dalle tasche degli assicurati, non vanno alle Compagnie e neanche a noi agenti (che ne siamo esattori non retribuiti) ma vanno allo stato che quindi quest’anno e’ il maggiore artefice dell’aumento delle tariffe. Non e’ che questi provvedimenti, fumosi e inutili, mirano a deviare l’attenzione della gente dal vero problema che e’ quello di uno stato avido e inefficiente e ora anche autoimpostosi senza elezioni democratiche??? La saluto cordialmente ringraziandola per la sua attenzione. Giampiero D’Arrigo

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