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Egregio direttore, Le scrivo con l’intento di portare all’attenzione pubblica e sperando in una risoluzione, un reale e concreto problema che riguarda centinaia di miglia di Italiani possessori di un appartamento edificato su aree P.E.E.P. in diritto di superficie che vogliono vendere casa. L a precedente legislazione già prevedeva la possibilità, per i proprietari che si accingono a vendere l’immobile, di esercitare il riscatto della superficie dove è costruito l’immobile divenendone proprietari e pertanto svincolandosi da tutte le prescrizioni che dettano le convenzioni via via stipulate tra comune ed imprese costruttrici. Il precedente Governo ha avuto sicuramente la brillante idea di snellire e semplificare tale procedura con l’emanazione della legge 106 del 12 luglio 2011 (Prime disposizioni urgenti per l’economia) che con l’articolo 5, per agevolare il trasferimento dei diritti immobiliari, apporta delle interessantissime modifiche alla precedente legislazione (comma 49 dell'articolo 31 della legge 23 dicembre 1998, n. 448; articolo 35 della legge 22 ottobre 1971, n. 865; legge 17 febbraio 1992, n. 179). Detto articolo da la possibilità ai proprietari degli immobili, di riscattare il diritto di superficie nonché di rimuovere i vincoli delle convezioni, dietro pagamento di un corrispettivo ed atto pubblico, secondo delle percentuali di calcolo che sarebbero dovute essere state stabilite dal Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa con la Conferenza unificata in un successivo decreto non ancora regolamentato. Purtroppo, con il cambio del Governo questo decreto non è più arrivato! Così, invece di incentivare il trasferimento dei diritti immobiliari, il legislatore ha bloccato ogni compravendita. Ci si trova nella paradossale condizione che non è più possibile riscattare l’immobile neanche affidandosi alla precedente legislatura ed ai vecchi parametri. I Comuni interpellati al riguardo, respingono ogni istanza motivandola con l’impossibilità ad applicare i vecchi coefficienti e purtroppo l’attuale assenza di quelli nuovi, stabiliti dalla recente legge, poiché ancora non regolamentati con l’apposito decreto così come stabilito. Chi come me e la mia famiglia, cresciuta di numero (ci dicono di fare figli ed io ne ho fatti 3), si trova nella reale esigenza di dover cambiare casa per necessità di spazio, rimane appeso ad un palo, vedendo svanire anni di sacrifici e dovendo scegliere di vendere casa propria a prezzi assolutamente inferiori quelli di mercato e molto minori di quelli di acquisto. La ringrazio per la cortese attenzione che mi vorrà dedicare e Le porgo i più rispettosi saluti. Gaetano Fenech

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