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Spettabile redazione, scrivo dalla Toscana e da un paese dalla cui colline si può vedere l'isola del Giglio e la sventurata Concordia adagiata sulle sue coste. I media non fanno altro che riportarci quale catastrofe sarebbe se avvenisse uno sversamento di carburante nel mare qualora la nave si spostasse danneggiandosi o ancor peggio in un eventuale inabissamento. Sono passati ormai 10 giorni dal naufragio ed è stato fatto tutto quello che umanamente era possibile fare per salvare eventuali superstiti ma ora non si riesce a capire questo incaponimento che rimanda di giorno in giorno la attività di messa in sicurezza della nave con lo svuotamento delle cisterne per continuare la ricerca di corpi privi di vita continuando a mettere a rischio anche le vite di coloro che per svolgere queste ricerche stanno rischiando a loro volta. E' giusto avere fatto tutto ciò che era possibile ma adesso non è ora di pensare anche ai vivi ? Queste zone hanno come uniche risorse pesca e turismo cosa accadrebbe e quale catastrofe sarebbe per l'ambiente e per l'unica economia del Giglio ma anche delle coste linistrofe se dovesse avvenire la tragedia annuanciata. La sensazione e che nessuno come al solito voglia assumersi la responsabiltà delle decisioni scomode continuando a rimandare ciò che dichiarano a parole impellente ma che nei fatti rinviano di continuo. La gente del Giglio che ha dimostrato tanta generosità nell'emergenza non merita a sua volta di essere tutelata nel proprio diritto di difesa dell'ambiente che da loro da vivere? Che senso ha continuare la ricerca di defunti mettendo a rischio la vita di migliaia di persone che nel caso di un disastro ambientale perderebbero tutto? Non capisco e trovo sconfortante questo continui rinvii che non tengono conto della enormità di quello che potrerebbe accadere se il mare che fino ad ora è stato clemente cominciasse veramente a scuotere la carcassa di quella sfortunata nave. Dov'è il capitano coraggioso che dica basta e che prenda finalmete la decisione di scongiurare una ulteriore catastrofe ? La sensazione è sempre la stessa di essere in troppe mani per poi accorgersi che nessuna era veramente competente e decisiva. Poi come accade sempre in Italia a tragedia avvenuta comincia il carosello del si poteva fare, è stato fatto troppo poco, è stato fatto male, non si è fatto abbastanza e così via ma chi ne fa le spese è sempre e solo la povera gente che deve sottostare a capitani incompetenti quando ci sono per non parlare poi di quelli che non c'erano o che hanno già abbandonato la nave. Cosa aspettano a muoversi? Marina Gardelli

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