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Vorrei proporre una riflessione su una chiave di lettura diversa della tragedia dell’isola del Giglio. Ormai è confermato che tutti: l’armatore, la capitaneria di porto, gli equipaggi, le autorità di terra, erano e sono a conoscenza della fatale usanza di saluto da parte delle navi in accosto o transito. La catena di comando di una nave di tali dimensioni non si ferma al comandante e al primo ufficiale, ma è di per se continua tra tutto l’alto equipaggio proprio per sopperire ad eventuali criticità anche con l’ammutinamento. Di fronte ad una situazione di tale drammaticità è plausibile un “corto circuito” da parte dell’uomo, non tanto del funzionario? Lo so che mi attirerò le critiche da parte di molti, ma è troppo semplice giudicare con la solita filosofia del “siamo tutti bravi quando le cose vanno bene, ma è colpa vostra quando qualcosa va storto”! Cordiali saluti Imer Bianchin Imer.bianchin@gmail.com

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