Cerca

Da ingegnere libero professionista non è che l'abolizione delle tariffe minime mi preoccupi più di tanto. Praticamente (almeno dalle mie parti) sono sparite già da anni, salvo i lavori pubblici, che però molti evitano perché, senza "Santi in paradiso", come si suole dire, la parcella te la pagano, diciamo a Roma, "a babbo morto". E questa situazione si è determinata perché esistono ingegneri, architetti, periti e geometri - spero di non avere tralasciato alcuna categoria - che fanno i "professionisti" come secondo lavoro, a parcelle bassissime, perché non hanno costi di studio né pagano tasse, contributi, assicurazione professionale ecc. ecc. Gli basta essere iscritti all'ordine e firmano di tutto: tanto, poi non controlla nessuno. Ai clienti, in fondo, serve solo avere il pezzo di carta con il timbro e la firma. E meno pagano, meglio è. Dell'affidabilità, della qualità,o dell'assistenza "nun gliene può fregà di meno". Lampante esempio di concorrenza sleale di cui, anche al Governo, "nun gliene può fregà di meno".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog