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"liberalizzazioni" Gentilissimo Direttore, è la terza volta in due giorni che mi permetto di scriverle per sfogare il mio disagio nei confronti dei politici di ogni estrazione,oggi abbiamo anche i professoroni che con cosi tanti anni di studio ed esperienza internazionale l’unica cosa che hanno saputo fare è stato alzare le tasse. Volevo però affrontare un argomento in particolare,le “liberalizzazioni”,non sono contrario,ma come tutte le cose bisogna farle per raggiungere l’obbiettivo che ci siamo prefissi. Qual è l’obbiettivo??? Aumentare determinati servizi perché ce ne sono pochi e quindi poco concorrenziali? Bene Aumentare la qualità?bene Diminuire i costi?bene Partiamo dall’aumento dei servizi,credo che se si riferisce all’energia con un po’ più di concorrenza, si possa centrare l’obbiettivo e fare anche diminuire i costi alle famiglie, se si tratta di aumentare l’edicole aumenteranno semplicemente i poveracci,lo sapete quanto guadagnano?19% per ogni giornale venduto,sapete quanti giornali devono vendere?se vogliono aumentare i servizi basta unificare le licenze di edicolanti (che guadagnano il 19%) e dei tabacchini (che guadagnano dal 3 al 5%), in un solo movimento hai raddoppiato il servizio senza creare povertà,poi sicuramente ci sarà il commerciante più bravo che sfrutterà meglio quest’occasione e quello che non ne sarà in grado ma questa è un'altra storia,una storia di professionalità. E per i taxisti,è veramente necessario?si potrà fare uno studio di settore per garantire la presenza del servizio taxi a tutte le ore senza dover ricorrere per forza a questa drastica soluzione. Può anche essere possibile che Roma abbia bisogno di 20 taxi di più o magari solo di 2.La liberalizzazione totale potrebbe anche portare un domani che tanti taxisti non riescano più a pagare il mezzo appena comprato e lascino il lavoro,un disoccupato in più una famiglia in più in difficoltà. E la qualità come la si controlla se tutto è libero ognuno può aprire ogni cosa che vuole? Io ho una piccola proposta,per esempio i bar-ristoranti che sono già molti avrebbero bisogno di un segnale in questo senso,oggi chiunque abbia dei soldi da investire può comprarsi un ristorante ma chi ha studiato alla scuola alberghiera o chi ha lavorato per 10-15 anni sotto padrone in un ristorante continuerà a fare altrettanto sperando di arrivare alla pensione ancora vivo . Perché non liberalizziamo la ristorazione ai soli diplomati delle scuole alberghiere e commerciali?(si valorizzerebbero anche questi istituti. Oggi come oggi fare la scuola alberghiera non ti porta nessun vantaggio professionale,se uno vuole andare a fare il cameriere ci va indipendentemente se ha studiato o meno). Potrebbe anche succedere che una persona con disponibilità economiche chieda ad un ragazzo/a, uscito da queste tipo di scuole la partecipazione in società per aprire un ristorante,togliendo una o più persone da cercare un lavoro per cui ha studiato. Lo stesso procedimento si potrebbe usare per negozi specializzati come il ferramenta è ovvio che una persona che ha studiato idraulica o elettronica avrà maggiori nozioni per poter aiutare i clienti. Spesso succede che se questi negozi,ristoranti gestiti da persone che hanno studiato il mestiere hanno anche quella passione che manca all’investitore,pensano meno al guadagno e più alla qualità. Questi esempi che ho citato non sono citati proprio a caso,mi spiego. Ho studiato alla scuola alberghiera e lavorato per circa 15 anni in questo campo ininterrottamente (già da quando ero ancora a scuola), in italia e all’estero,inutile dire che in italia sei trattato come un manovale mentre all’estero la meritocrazia mi fece passare da semplice portatore di cestini di pane a capo sala in 2 giorni,quando decisi di fare un grosso sacrificio e chiedere ovviamente alle banche il necessario,arrivava sempre qualche persona con i contanti che pagava il ristorante anche più del reale valore e tu rimanevi a mani vuote. Il mio sogno di avere un piccolo ristorante curato ed amichevole si è trasformato in un bancomat senz’anima di uno speculatore. Mio fratello ha un edicola che sta pagando con un prestito di una banca,prestito da strozzino. Se non avesse la possibilità di vendere souvenir avrebbe chiuso 3 mesi dopo l’acquisto del negozio,inizia alle 6 del mattino per contare i giornali e finisce alle 20 contando le rese. E mio fratello devo dire che è’ anche fortunato dato che c’è mio padre in pensione che lo aiuta (collaboratore famigliare senza paga) ed io vado ogni tanto quando sono libero. A fianco al negozio di mio fratello c’è un ferramenta il titolare ovviamente nella vita precedente a questa esperienza non ha fatto l’idraulico o l’elettricista e non ha lavorato per niente in edilizia infatti quando vai a comprare devi sempre sperare che ti manchi un pezzo che “vende” se no … andare in un grande magazzino. Scusate lo sfogo ma è frustrante leggere nei blog nelle lettere ai direttori dei vari giornali che le persone comuni abbiano più idee e coscienza dei nostri politici e “professori”,come ho già detto nelle lettere precedenti in italia sono sparite dal vocabolario le parole etica e rispetto. Buona giornata a tutti

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