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Egregio Direttore, chiedo ospitalità sulla Sua testata per denunciare l'increscioso perpetrarsi di una situazione assurda, che i media nazionali si guardano bene dal menzionare. Sabato sera si è svolta a Bergamo la partita Atalanta - Juventus. Ma per bergamo non era una serata di sport come le altre. Pochi giorni prima, la sorte si era portata via il grande alpinista Mario merelli. Se n'è andato mentre scalava la sua montagna, la nostra montagna, la montagna di tutti. Bergamo voleva dedicare un tributo alla sua memoria. Voleva dedicargli una sessantina di secondi di silenzio. Quel silenzio che Merelli aveva incontrato sulle vette che solo lui e pochi altri hanno raggiunto, quel silenzio che ora trova lassù, dove la sorte l'ha portato una fredda mattina d'inverno. I tifosi della Juventus, però, hanno deciso di negargli questo tributo. Hanno aspettato quel momento per lanciare razzi, fumogeni, petardi (come hanno fatto a portarli nello stadio?) oltre a mattonelle estirpate dai bagni ed altre oggetti contundenti contro le famiglie stipate nel settore dello stadio adiacente. Ora, il Giudice sportivo ha perpetrato il più grande sopruso ed il più vile atto di inchino ai potenti (leggasi Juventus). Ha punito l'Atalanta con € 35000 di multa, perchè i propri tifosi avrebbero lanciato una monetina di metallo (proprio così, se fosse stata quella di cioccolato forse non contava) all'indirizzo dell'arbitro "senza conseguenze" (virgolettato perchè originale nel testo)e avrebbero risposto alle provocazioni degli juventini. Ed ha punito con € 15000 gli juventini per aver lanciato oggetti verso la tifoseria opposta. (15 feriti, tra cui donne e bambini) Bene, facendo i debiti calcoli. Significa che lanciare una presunta monetina di metallo "senza conseguenze" valga più del doppio del lancira razzi e petardi verso gente inerme (Ripeto: 15 feriti, tra i quali donne e bambini). Oltretutto, sempre facendo i calcoli con questi parametri, non costerebbe nulla violare la memoria di un uomo di sport, eroe nazionale e patrimonio d'Italia. Egregio direttore, Mario Merelli è stato offeso 2 volte. Prima dall'ignoranza di un gruppo nutrito di animali (2000 circa) e poi, ancora in maniera più grave da quelle istituzioni sportive che lo sport ed i suoi eroi dovrebbero esaltare. Non lo faccia anche Lei. Per favore, dia voce a queste mie parole, che raccolgono lo sdegno di una città intera.

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