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Da una ricerca della Bocconi la media dei posti messi a concorso da enti pubblici locali, tra il 2001 e il 2009, è di 1,9 . Ogni ente, comune provincia o regione, continua a fare concorsi alla vecchia ma¬niera, con sistemi cartacei , tempi biblici e con notevoli aggravi di spesa, per l’assunzione anche di un singolo dipendente. Per la piena trasparenza e per il buon funzionamento dello Stato, dovrebbero essere banditi periodici concorsi, su scala nazionale, tesi a creare delle graudatorie nazionali di idonei. E per l’assunzioni tutte le amministrazioni locali dovrebbero avere l’obbligo di attingere solo da detti elenchi, realizzando così anche notevoli economie di scala. Al riguardo ricordo che l'ex ministro della pub¬blica amministrazione aveva proposto proprio il concorso unico come la panacea delle inefficienze del si¬stema selettivo pubblico. Pertanto con l’esperienza positiva del concorsone napoletano era stata inserita in una bozza del decreto sviluppo una norma che rendeva obbligatorio assumere dal 1 gennaio 2013 solo attraverso unici concorsi nazionali. Ma di detta norma non c’è più traccia. . Forse per la volon¬tà dei singoli, enti interessati a conservare la propria autonomia concorsuale e continuare ad assumere con sistemi clienterali!

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