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Sono un autonoleggiatore (Ncc), unica concorrenza ai taxi di cui tanto si parla in questi giorni. Ciò che nessuno nemmeno osa citare è l’altro soggetto incluso nella legge che si occupa dei taxi, ovvero noi, e della porcata incostituzionale e antieuropea (già aperta procedura di infrazione) messa in opera da una piccolissima lobby di tassisti romani capitanata da Alemanno e Gasparri. Nel silenzio generale di tutti i media ad eccezione di Radio 24 (ormai 3 anni fa), all’interno del cosiddetto “milleproroghe” sono passati degli articoletti che servono a mettere la parola fine all’attività di noleggio con conducente. 80.000 aziende a rischio in Italia con 200000 persone impiegate. Si vuole risolvere una diatriba di condominio romano a scapito di una professione in stragrande maggioranza svolta onestamente ed essenziale alla mobilità dei cittadini e addirittura più antica del taxi stesso. Alemanno mantiene così la sua promessa fatta ai tassisti: “Vi risolverò il problema degli Ncc, faremo una legge nazionale“. Qualche esempio dei vincoli che vorrebbero essere introdotti. Le autorizzazioni di Ncc sono comunali ma cumulabili e quindi si può fare impresa, assumere dipendenti con licenze di diversi comuni. L’articolo3.3 dell’emendamento parla di sedi e rimesse nello stesso Comune, peccato non si possano avere più sedi legali nella stessa provincia quindi ridimensionamento coatto e conseguenti licenziamenti immediati. L’articolo 5 bis 1 dice che devo avvisare tutti i comuni preventivamente se intendo usufruire delle aree Ztl. Significa che non posso prendere ad esempio commesse il venerdì per il sabato, oppure che un cliente non possa avere impegni improvvisi. Fantascienza. In più,ogni singolo Comune potrà stabilire un dazio per accedere al suo suolo o, di sua sponte, decidere che i taxi entrano in centro e gli Ncc no. L’art.5 bis3 dice che le autorizzazioni di Milano (che prima potevano essere collegate a rimesse in Provincia) dovranno essere legate a rimesse in città. Ognuno dovrà affittare o comprare box. Al 4 si legge che le prenotazioni dovranno essere ricevute esclusivamente in rimessa. Nessuno si è accorto che da una decina d’anni ci sono i cellulari, i notebook e le mail. Di più: mi si impone di violare le più elementari norme a tutela della privacy, conservando in auto, per 15 giorni, dei registri vidimati (aboliti dal 2003) contenenti nomi e spostamenti dei clienti. Spesso nemmeno noi conosciamo i nomi dei clienti per ragioni di sicurezza. Che si fa? Si dichiara il falso per legge? E quando il cliente è il ministro o il parlamentare? L’onorevole mi comunica i suoi spostamenti? E se qualcuno dovesse rubare un ‘auto di ncc? Che ne sarebbe della privacy e della incolumità dei clienti? Un altro articolo recita che tutti i servizi finiscono in rimessa. Cioè, se accompagno il sig Rossi alla Malpensa per le 10 e devo prendere dallo stesso aeroporto il sig. Bianchi alle 12 non posso fermarmi in aeroporto. Devo tornare in rimessa, girargli attorno come fosse una boa e tornare all’aeroporto. Supponendo di dover eseguire quest’idiozia, ma il traffico? L’inquinamento?Il diritto al lavoro e a generare utili? Se i servizi sono più ravvicinati la legge mi obbliga a rinunciare a uno dei due. Ma è normale? In breve, per eliminare la concorrenza ad un manipolo di tassisti romani si va abolendo l’attività di noleggio con conducente. In barba alla costituzione,al diritto comunitario,e alle norme sulla privacy. Cosa è successo negli ultimi 3 anni? Sulle prime il governo Berlusconi si accorse che il provvedimento era una porcata (approvato in piena notte senza che praticamente nessuno leggesse) e ne promise l’abrogazione in un Cdm. Alemanno temette la perdita del sostegno tassista e riuscì a trasformare l’abrogazione in sospensiva. Prima 6 mesi, poi altri 6, poi ancora fino al DPCM 74 2011 del marzo 2011che rinviava fino al 31/12/11 per “criticità sia sotto il profilo costituzionale che del diritto europeo“. In un Paese normale queste sono motivazioni per una abrogazione ma si sa che il nostro è altra cosa. Poco prima c’era stato un Odg parlamentare da parte dell’on. Valducci presentato all’unanimità dalla Commissione trasporti e votato all’unanimità della Camera nonostante parere contrario del Governo. In pratica tutta l’aula concordava che queste norme sono inapplicabili ma la resistenza di Alemanno e Gasparri veicolata dal ministro Matteoli non teme neanche i numeri. Intanto Bruxelles ha aperto una procedura d’infrazione e il fu garante Catricalà lanciava tuoni e fulmini attraverso i bollettini senza che nessuno glielo avesse chiesto. Poi cade Berlusconi e arrivano i liberalizzatori Monti, Catricalà (che sia un omonimo?) e Passera (assiduo cliente Ncc quando era in Banca Intesa). Siamo a posto! abbiamo pensato ma ci siamo sbagliati. Già ad agosto il decreto Tremonti aveva tentato una minima liberalizzazione territoriale che avrebbe di fatto abrogato questa porcata. Peccato che ci pensarono Cicolani (PDL) e Bonfrisco a fare l’emendamento che escludeva i taxi e gli ncc. Già, questi hanno il vizio di infilare a sproposito la parolina ncc in ogni legge o leggina che riguardi il taxi. In questa occasione, tra l’altro limitarono l’emendamento agli M1 (le auto) liberalizzando senza accorgersene (nessuno lo ha mai detto) i taxi di Venezia o i richot di Capri che auto non sono. Nella conversione della direttiva europea 123/06 (detta Bolkestein) che escludeva i taxi dall’obbligo di liberalizzazione, questi ci hanno aggiunto “e Ncc” anche se nella normativa noi non eravamo citati e i commissari europei ci han sempre risposto: gli Stati facciano come credano, se liberalizzano anche meglio. Ma figuriamoci. Questa serie di leggi e leggine hanno tenuto in piedi la porcata fino ad oggi. Ma torniamo ai salvatori: nella manovra, l’art. 34 cancellava (di nuovo) la porcata. Poi è successo quanto hanno raccontato (parzialmente) alcuni giornali. Ai primi accenni di mobilitazione tassista il governo (nei panni del segretario Strano) convoca le OOSS taxi capitanate da Bittarelli. Costui consegna un emendamento fatto e finito e ottiene rassicurazioni sulla sua approvazione. Tale emendamento esclude i taxi dalle liberalizzazioni e gli Ncc. Come gli Ncc? Nessuno di noi era presente. Nessuno di noi era stato convocato. E’ come se il governo convocasse solo Confindustria e si accordasse per un nuovo statuto dei lavoratori senza i sindacati. Prima ancora che la commissione si riunisse Bittarelli aveva già pubblicato 4 pagine di ringraziamento a Gasparri ( www.uritaxi.it) Siamo davvero stupiti ed amareggiati da questo comportamento. Catricalà si è reso irreperibile per tutta la durata dei lavori in commissione. Perchè? Il segretario Strano non ha mai risposto alle richieste degli Ncc. Catricalà si rifà vivo su Repubblica per annunciare che a gennaio ci riprova. Ma perché non ha stralciato la posizione degli Ncc adesso? La questione la conosce bene e non può fingere il contrario. I partiti poi hanno iniziato la manfrina dei taxi si, taxi no (rimbalzata su tv e giornali) ma nessuno (Pd, Pdl, Idv,Terzo polo e Lega) ha voluto presentare un emendamento per separare le sorti dei taxi da quelle dell’Ncc. Perché? Perchè si sono versati fiumi d’inchiostro sui taxi e ore di talk show senza che nessuno riesca quantomeno a citare la ns. situazione?Non so più cosa pensare e posso solo sperare che qualcuno possa darci una voce. Tra leggi e leggine, emendamenti e dietrofront, presto saremo tutti disoccupati perché torna in vigore la porcata. L’Europa ci darà soddisfazione postuma, ma intanto, nuovi disoccupati per volere dello stato andranno ad ingrossare le file già cospicue. Ho 40 anni, 2 figli piccoli e lavoro giorno e notte per mantenerli. Ma è possibile che oltre a pagare il 45 % di tasse più ici e compagnia cantante debba rischiare di rimanere senza lavoro perchè così gli gira a un sindaco che sta a 600 km da casa mia e a un paio di amici suoi? Va detto infine che si tratta di materia concorrente tra Stato e Regioni. Tant’è che ho assistito ad un incontro elettorale tra la Categoria e Davide Boni (Lega Nord, Presidente del Consiglio Regionale lombardo) che si prese l’impegno di mettere mano alla questione perchè non era tollerabile che un problema romano cagionasse danni alle imprese lombarde estranee alla vicenda. Invece nemmeno in Regione si è fatto assolutamente nulla,anzi. Nella proposta di Legge 103 in discussione in questi giorni la Giunta propone esclusivamente un monitoraggio per gli ncc(tra l’altro già previsto dalla legge esistente e mai effettuato) e rimanda alla legge nazionale. Ma non è strano che la Lega abdichi le funzioni legislative della Regione e rimandi delle imprese lombarde nelle grinfie di “roma ladrona”.

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