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Lettera al Direttore Cascina Gobba: provincia di Algeri? Purtroppo anziano, residente fuori provincia da molti anni, ma milanese da generazioni, mi sono ritrovato, Sabato 21 Gennaio, a dover essere ospitato nella mia ex-città per un impegno. Arrivato a Cascina Gobba con la mia auto, volevo parcheggiare nell’apposito garage e quindi prendere la metropolitana per raggiungere, in Centro, il luogo del convegno. Ancora prima di entrare nell’area del parcheggio un inusuale e caotica presenza di auto, persone e banchetti di vendita, intralciava il percorso verso l’ingresso del garage. Penosamente lì giunto e ritirato lo scontrino d’entrata nell’area riservata al parcheggio, lo scenario non è mutato Anzi, se possibile, si è ancor più incasinato, nobilitato, però, da una sequenza coinvolgente di venditori, tutti rigorosamente extracomunitari, che mostravano i loro prodotti, in terra, sul percorso di transito delle auto. Di Polizia Locale, tutori dell’ordine e funzionari,(ora di moda) di Equitalia, neanche l’ombra. Forse perché tutta quella brava gente è un notevole esempio di virtù sociali o smerciava prodotti originali, rilasciando regolare scontrino? Personalmente, per motivi di lavoro, un tempo, andai anche ad Algeri e visitando la città capitai anche nel suk, zona tipica del luogo, nota nel mondo. La stessa impressione l’ho avuta sabato a Cascina Gobba. Pensando che la gioventù, come tutti sanno, non torna più, con un dietro front, tanto difficile quanto rischioso per il via vai umano, decisi di tornare, malinconicamente, alla tangenziale e raggiungere altri lidi forse meno folcloristici, ma più consoni al mio temperamento. Operazione faticosamente raggiunta non dopo essere stato – si dice truffato? – dalla macchinetta che ha preso l’euro di rito senza contrassegnare lo scontrino dell’avvenuto pagamento (reiterate le manovre e il pagamento, naturalmente). Grazie sig. Sindaco di Milano per questa suggestiva visione del Magreb gratuitamente fornitami, perché per un attimo sono ritornar giovane. Tralascio il commento, però, di anziano lavoratore che ha onestamente contribuito, per quarant’anni, a far crescere un paese civile e moderno ed essersi ritrovato, anche per merito suo, straniero in patria! Grazie di Cuore

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