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Buongiorno direttore. Ieri ho visto il servizio delle "Iene" sui dipendenti del Comune di Roma, che timbrano e poi vanno a spasso anzichè stare in ufficio. Anch'io lavoro in un ente pubblico, ma le garantisco che da noi una situazione del genere sarebbe impossibile, per il controllo esistente ed evidentemente per una diversa mentalità. Posso capire ci sia un furbetto (delinquente?) in un ufficio, ma trovare un numero così elevato di malfattori è sconcertante. Ma direttori e dirigenti dove sono? Non si chiedono dove sono i dipendenti? Non so a Roma, ma da noi se la persona risulta in servizio dal cartellino, le posso garantire che non può assentarsi oltre i 10 minuti per il caffè (pausa prevista per legge). Inoltre in presenza di bar interno (o delle "macchinette") non è consentito uscire, salvo timbrare l'uscita con il codice "permesso personale" da recuperare. I permessi a recupero sono di 36 ore annue, quindi le persone difficilmente li sprecherebbero per andare giornalmente al bar, fermo restando l'obbligo di recupero, nessun minuto è regalato. Perchè devo vergognarmi di essere un'onesta (meglio: normale) dipendente pubblica, a fronte del comportamento di queste persone? Allibita anche per l'arroganza delle reazioni quando sono stati smascherati dalle Iene. Forse i signori non sanno che sono passibili di truffa ai danni dello Stato? O sanno di poter contare, a Roma, sulla compiacenza di chi dovrebbe provvedere? Buona giornata.

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