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Padova, 27 gennaio 2012. Anche la Responsabilità, si può vendere… a metro ? L’ On. Amintore Fanfani fu, negli anni 50’ del Novecento, uno dei più caratteristici uomini politici dell’era Dc. Oltre alle doti politiche possedute (?) aveva delle manifestazioni particolari di oratoria che ripeteva spesso nei suoi discorsi ; ne ricordo ancora una dopo tanti anni, che così recitava: “Per il bene del Paese dobbiamo avere tutti un grande senso di responsabilità…”; devo dire che all’indirizzo della quale, la mia povera mamma, sebbene maestra di scuola, andava in deliquio. Lui, composto, vestito bene,con modi da signore, aveva un perenne sorrisetto che gli attraversava la bocca in modo strano, lasciando intravvedere una sottile dentatura con la quale si esponeva però, ad un particolare verso col viso che sembrava essere una presa in giro per chi aveva la ventura di esporsi ad ascoltare un suo sermone. Piccolo di statura, come il Silvio B. del nostro tempo, con il quale condivideva la signorilità; ma molto meno espansivo nei gesti e sorrisi a cinquanta denti del nostro penultimo Presidente del consiglio defenestrato da uno strano colpo di Stato, ricevuto nientepopò di meno che, dal Re-Reggente Capo del Colle tutt’ora regnante ( ma Soviet), in barba alla Democrazia Parlamentare in uso nel nostro Paese, e fottendosene della Costituzione e di quanto in essa stabilito per Legge. No, lungi da me l’esprimere una opinione su entrambi; non ce la farei principalmente per mancanza di mia cultura politica adeguata, ma soprattutto perché non voglio; però non posso negare che quella frase pronunciata dall’uno e dall’altro non ha portato loro eccessiva fortuna, constatato in che modo è finita la loro “partecipazione” alla politica nei loro singoli tempi. Volevo solamente puntualizzare e ricordare a quanti hanno avuto l’occasione di frequentarli, durante i mille e mille simposi televisivi, il fatto sopra citato e quella loro simpatica caratteristica che li ha avvicinati, per esprimere una domanda in libertà a Silvio Berlusconi che è questa: “ Ma Lei che andava ripetendo molto prima di Monti bocconiano che non avrebbe mai e poi mai messo le mani nelle tasche degli italiani; dati i fatti successi a seguito dell’avvento “insolito” del Governo Tecnico dei sobri e degli equi, impostogli come un “diktat” di antiche memorie delle Repubbliche Sovietiche, alla guida del BelPaese, a quale grado di importanza considera, alla luce dei fatti, le tasche dei suoi cittadini elettori , osannati al tempo del voto e riconfermati nella stesura del suo programma, ed ora lasciati come branchi di pecore, quasi fossero sfigati e dimenticati dilettanti allo sbaraglio in un mare di guai perché sommersi dalle tasse ?; superiore od inferiore a quel gesto estremo di responsabilità da lei tanto conclamato, per il bene del Paese, concedendo la Sua fiducia incondizionata al Governo di Tecnici ? Se lo ritiene superiore, perché continua ad essere così indifferente ai loro richiami e continua a dare la fiducia a quel governo che dopo oltre due mesi non ha concluso altro se non nullità ? Perché no li protegge più ? Quali accordi ha preso con gli Alti Papaveri Italiani per comportarsi così ? lapolide.

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