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Gentilissimo direttore, permetta alcune riflessioni di un automobilista in coda. «Il tempo è denaro», si usa dire. Lo è anche per gli automobilisti? Direi proprio di no. Il tempo degli automobilisti o, per meglio dire, degli utenti delle strade italiane, sembra avere un valore pari a zero. Esso può dunque essere benissimo impiegato nelle lunghe code quotidiane che gli stessi automobilisti sembrano sopportare di buon grado, senza troppo lamentarsi, convinti ormai che ciò faccia parte della normale routine quotidiana. Non stenterei neppure a credere che qualcuno di essi, privato di questa quotidiana esperienza, possa manifestare crisi di astinenza anche gravi. Di recente su una tangenziale intorno a Milano ho impiegato un paio d’ore per percorrere pochi chilometri, viaggiando a una velocità prossima ai due chilometri orari, pari cioè a circa un terzo della velocità di un pedone. Non so quanti litri di benzina possa aver consumato, dovendo tenere il motore quasi sempre acceso, poiché ogni qualche minuto ci si spostava, a singhiozzo, di pochi metri alla volta. Dai tubi di scappamento non uscivano essenze di rose e viole, ma veleni da respirare per tutto il tempo. Oltretutto in coda si è prigionieri, non si può uscire dalla propria auto abbandonandola lungo la strada, ma si è costretti a proseguire, per quanto il verbo «proseguire» suoni inappropriato, stante la pressoché totale immobilità dei mezzi. Sempre più spesso si organizzano (inquinando ulteriormente) vertici mondiali sul clima finalizzati a limitare l’inquinamento del pianeta, in buona misura dovute al traffico automobilistico. Sembra però che a nessuno venga in mente che le code inquinano e che forse, potenziando la rete viaria dove serve, si riuscirebbe a evitarle. E’ che ci siamo ormai assuefatti: come potremmo farne a meno? Senza far code non si ha quasi più nemmeno l’impressione di viaggiare. E poi, senza code come si potrebbero reclamizzare con la stessa efficacia le mirabolanti virtù delle auto catalitiche di nuova generazione? A detta dei produttori, fanno bene all’ambiente, cosicché più code si fanno, più all’ambiente giova la presenza di tali mezzi. Le vecchie auto, invece, vanno ovviamente rottamate. Quelle velenose carrette, come ci spiegano i produttori di auto nuove, inquinano anche quando non fanno le code. Non bisogna però metterle a gas, perché in tal caso non inquinerebbero più e allora non si potrebbero più vendere le nuove auto che tanto giovano all’ambiente. Per la gioia degli utenti abituali, ci sono strade dove le code si fanno tutti i giorni dell’anno, e cioè per 365 giorni all’anno, ovvero 366 negli anni bisestili. Non sarebbe ora di studiare una soluzione al problema? Si aspetta che siano gli stessi sfortunati utenti a promuovere una colletta per raccogliere i soldi che servono? Di certo, meglio questo dell’immobilità assoluta cui si assiste impotenti. Saranno di certo soldi ben spesi e ben presto recuperati grazie al risparmio in carburanti, oltre che in travasi di bile. Con i più cordiali saluti.

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