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Egregio Direttore, se pagare le tasse è un dovere di tutti i cittadini, vedere tasse e addizionali finire negli stipendi di tanti politici nominati dai partiti può diventare una forzatura che gli stessi cittadini devono subire senza poter reagire. Se poi insieme ai soldi dati ai politici aggiungiamo gli sprechi, le spese inutili e tutto il pubblico denaro che viene impegnato per mantenere in piedi certi carrozzoni voluti dai partiti, la situazione diventa difficile da risolvere e accettare. Il Parlamento è diventato un "bunker" dove all'interno centinaia di persone vivono sulle spalle di coloro che, per dovere, pagano le tasse. Un bunker ben organizzato che non vuole essere "rinnovato" perchè la poltrona è comoda e rende tanti soldi. Quelli dentro al bunker hanno perso il contatto con la realtà del Paese, e non sono stati capaci di far uscire l'Italia dalla crisi economica e occupazionale che la sta soffocando. Come in tempo di guerra, i politici dentro al bunker muovono armate ( o apparati produttivi) che non esistono, e fanno i capricci tra loro per non perdere il posto in prima fila. Esiste una soluzione? Isolare il bunker e togliere la materia prima che lo alimenta, cioè il pubblico denaro. Senza soldi i politici dovranno dichiarare la "resa" e ritornare nei loro paesi dove ad aspettarli ci saranno i loro elettori delusi e inferociti per la tasse che aumentano. Per concludere è doveroso ricordare che nel Paese ci sono altri piccoli bunker (Regioni) che meritano di essere presi in considerazione perchè succhiano risorse finanziarie (vedi addizionali) ai cittadini per fare una vita da nababbi. E gli Europarlamentari? Quelli italiani sono i più pagati e non devono rendere conto a nessuno nel Paese che rappresentano. Una vera pacchia che nessuno vuole cambiare! Marino Bertolino (Torino)

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