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Egregio Direttore, vorrei esporre alcune riflessioni a seguito delle polemiche scaturite dal naufragio della Costa Concordia e sul relativo articolo apparso sul settimanale tedesco "Der Spiegel". Aldilà dell'evidente riprovevole e inaccettabile condotta del Comandante Schettino che, se non avesse causato vittime e danni, apparirebbe addirittura farsesca, ciò che più mi infastidisce e indigna è il solito relativismo che ne è seguito. In tutti i dibattiti televisivi si sentono le solite frasi fatte, in cui si dice tutto e il contrario di tutto. Ci si interroga se siamo capaci o meno, mettendo in dubbio ogni cosa, quasi in un esercizio masochistico. Si sottolineano i giudizi negativi se non addirittura offensivi che appaiono sulla stampa estera, magari per poi rinfacciarceli, spesso purtroppo , per opportunismo politico. A differenza di noi, i tedeschi, i francesi e tantomeno gli inglesi non si preoccupano minimamente di eventuali giudizi negativi nei loro confronti, ciò per il semplice motivo che hanno un orgoglio e un senso dello Stato ben consolidato. Devo quindi constatare che certi apprezzamenti apparsi sulla stampa estera e in particolare sul Der Spiegel che, peraltro, non è nuovo a queste boutade stereotipate sugli italiani, a volte ce li andiamo a cercare, proprio grazie a questa nostra manifestazione di inferiorità. Pur riconoscendo i nostri difetti, dovremmo essere più pragmatici, consapevoli e orgogliosi di quanto ha rappresentato e rappresenta la nostra storia e cultura e di quanto sia ricca di umanità e capacità questa nostra Italia, per non dover sempre ricordarcelo e sentirci in dovere di giustificarci ogni qualvolta succedono episodi del genere. Cordiali saluti. Giancarlo Monti

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