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Preg.mo Direttore, In che mondo viviamo? Dove chi protesta per cause legittime viene precettato senza essere assecondato nelle richieste sacrosante! Dove il torto è di quelli che avanzano un credito e cercano di recuperarlo, e non di quelli che in maniera subdola hanno contratto un debito! Dove un comandante di una nave che naufraga invece di dire che sono morte (circa) 30 persone, dice che se ne sono salvate (circa) 4000! Dove sono necessari tempi drammatici per comprendere il bisogno di riforme radicali! Dove (in democrazia) sono necessarie persone non elette dal popolo per tentare di promuovere un programma che sarebbe stato politicamente irrealizzabile (in circostanze normali)! Dove ormai il motore dell’economia non è più la realtà produttiva ma una finanza dissennata e autoreferenziale! Dove se chiedi: l’economia è malata di finanza? Ti rispondono che le crisi nascono dalla mancanza di liberalismo! Dove il denaro gioca un ruolo essenziale quale canalizzatore della violenza umana! Dove l’individuo è spinto a cercare negli altri la risposta alle proprie mancanze e la moneta agisce come un’illusione che veicola ogni desiderio e pulsione di violenza! Dove l’individuo preferisce avere torto con la folla che ragione da solo contro di essa! Dove a prevalere è la violenza rispetto al dialogo! Dove si afferma che chi a 28 anni non è ancora laureato è uno sfigato (generalizzazione)! E chi si inscrive a 25 e si laurea a 29 come deve essere considerato? Dove i politici eletti non hanno più il beneficio di un’intera legislatura, ma la loro durata è legata ai sondaggi di opinione! Dove meno dello 0,15 % della popolazione mondiale attraverso strategie finanziarie riesce ad infliggere al 99,85 % pesanti costi! Dove un solo paese (Usa) che produce un quarto del Pil mondiale, nel contempo abbia un debito pubblico superiore al 90 % del Pil! Dove si soccorrono coloro che sono direttamente responsabili dei disastri (economici) e non coloro che li subiscono! Dove le parole d’ordine sono: ridurre l’occupazione, accrescere il lavoro precario o informale, esternalizzare la produzione e massimizzare il valore per gli azionisti! Dove la giustizia è forte con i deboli e debole con i forti! Dove il terrorismo rappresenta un arma per affermare idee e rivendicare diritti! Dove chi chiede dei sacrifici non è in grado di farne nessuno! Dove un terzo dei detenuti nelle carceri è ancora in attesa di giudizio!............. Alessandro Morselli Alessandro Morselli Dottore di Ricerca-Docente Universitario a contratto Preg.mo Direttore Le sarei grato se mi rispondesse e il tutto venisse pubblicato su "Il Giornale" nell'attesa di una risposta La saluto cordialmente A. Morselli (3392085682

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