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Sono veramente indignata per lo “sforzo” che i nostri onorevoli hanno fatto nel ridursi i loro lauti stipendi. Hanno trattato il Popolo Italiani come un mendicante che tende la mano per un po’ di elemosina. Forse i nostri onorevoli non stanno facendo i conti su quanto sta succedendo alle famiglie italiane: a-la I Riforma del tecnico Monti e del suo entourage (solo tasse immediate sui redditi cer- ti) sta costando alle famiglie un ulteriore aggravio di spesa annuo di circa € 800.- (per alcuni il valore di uno stipendio mensile); b-tale aumento di spesa è necessario rapportarlo agli stipendi dei normali cittadini, c-in futuro ci sarà uno stallo per le retribuzioni dei normali cittadini che non aumenteranno neppure di un centesimo di euro. A questo punto mi domando: qual è il rapporto tra gli stipendi degli onorevoli e la misera riduzione che si sono imposti e qual è il rapporto di ulteriore spesa pro capite dei cittadini con stipendi tra i 1.000.- 1.300.- euro? La cosa che fa ancora più indignare il cittadino ben pensante è il fatto che il governo abbia posto un tetto alle paghe dei manager pubblici su importi mensili che un normale cittadino non riesce a percepire nemmeno durante tutto l’arco della sua vita lavorativa. Non si deve, inoltre, sottovalutare che il rapporto tra importo retributivo e responsabilità lavorativa delle super caste è inqualificabile: poca responsabilità e tanti privilegi per stipendi stratosferici. Monti ed il suo entourage dovrebbero fare un passo indietro e farsi un esame di coscienza.

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