Cerca

Risarcimenti Come prevedibile, dopo il disastro della Costa Concordia, avvocati, associazione consumatori e mestatori professionali si sono scatenati per acquisire la rappresentanza di gruppi di passeggeri promettendo loro risarcimenti favolosi. A mio avviso i risarcimenti dovrebbero riguardare solo i danni materiali subiti e non il dolore, le emozioni o gli spaventi. Quando si richiede il rimborso di un danno bisognerebbe quantificarlo in modo oggettivo, come si fa a stabilire il valore venale del dolore o dello spavento? Non moltissimi anni fa le polizze di responsabilità civile coprivano esclusivamente i danni materiali dimostrabili. Ad esempio, in caso di morte, alla famiglia spettava il reddito attualizzato del defunto. Se questi non aveva redditi alla famiglia non spettava nulla. Poi gli avvocati, trovando consenzienti i giudici, hanno scoperto il danno morale (chiamato anche biologico) che ha reso l'entità del danno una cosa del tutto aleatoria. Ciò ha contribuito a favorire l'incontrollabile aumento delle polizze R.C. I passeggeri della Costa concordia che non hanno subito danni fisici, ma solo lo spavento, per tutto il resto della loro vita avranno la soddisfazione di raccontare a parenti, amici, figli e nipoti l'avventura vissuta. Non sarebbe il caso di far loro pagare un supplemento del biglietto anziché parlare di risarcimenti?

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog