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Direttore Buongiorno. Le scrivo per proporre una possibile soluzione al problema del sovraffollamento delle carceri. I reclusi sono 60 mila e i posti in galera 40 mila. La soluzione non è l'amnistia, se non altro per rispetto al torto subito dalle vittime dei criminali. Lo Stato potrebbe utilizzare l'enorme numero di caserme svuotatesi dopo l'abolizione della naia. Questi edifici, col le loro mura di cinta e garitte, sono strutture naturalmente predisposte alla sorveglianza ed anche adatte ad ospitare un gran numero di persone disponendo di camerate, mense, cucine, servizi igienici, docce. Oltre agli alloggi, le servitù militari hanno ambienti nei quali si possono organizzare attività lavorative, artigianali ed industriali, o agricole le quali, per il detenuto che abbia voglia di praticarle, possono essere fonte di formazione e di reddito che consentirebbero al futuro ex carcerato di avere un mestiere ed una dote economica con cui reinserirsi onestamente nella società. Nelle caserme si ospiterebbero detenuti condannati a lievi pene detentive o che si trovino al termine di una lunga condanna; in ogni caso vi dovranno essere destinate persone non pericolose e che non abbiano interesse alla fuga. Questa forma di detenzione decongestionerebbe il sistema carcerario evitando l'assurda prassi degli arresti domiciliari. Cordiali saluti. Roberto Battisti. San Giuliano Milanese.

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