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• IMMOBILI ALL’ESTERO – PATRIMONIALE INCOSTITUZIONALE : • Dov’è l’equità ?? Beninteso : siamo disponibili a fare i sacrifici che tutti gli italiani dovranno fare ma diverso è essere depredato dal fisco pagando quattro o cinque volte ciò che pagano coloro che possiedono una seconda casa ma in Italia. Sono stupefatto della superficialità con cui è stata studiata la patrimoniale sugli immobili posseduti all’estero quasi fosse una colpa da espiare massacrati dal fisco. Ci sono indubbi e numerosi profili di incostituzionalità nel testo di legge • Lo spirito dovrebbe essere incidere in egual misura sul patrimonio posseduto ad una medesima data. • Ecco invece lampanti esempi di anticostituzionalità della norma considerato che viola palesemente l’eguaglianza tra i contribuenti imponendo tassazioni differenti sullo stesso bene: 1) DISEGUAGLIANZA MASSIMA tra contribuenti italiani che hanno acquistato un immobile analogo e di pari valore ma in stati diversi ovvero in Italia e all’estero : Chi ha acquistato una seconda casa all’estero paga l’imposta sul valore di rogito mentre chi ha acquistato un immobile in Italia viene tassato sul valore catastale che può differire moltissimo dal valore di rogito (come mai anche in Italia non si è stabilito come base il valore di rogito ? perché se il motivo è quanto esposto al punto 1, il concetto dovrebbe valere anche per chi ha immobili all’estero . Un esempio : A) Alloggio di 40 mq circa acquistato ad Alassio (Liguria) : Rendita catastale immobile (civile abitazione) categoria A/2 = 206,00 x 2,5 (vani catastali) x 1,60 x 100 (rivalutazione) = 82.400,00 Valore di rogito ( se siete fortunati) = 400.000,00 Imposta = 82.400,00 x 0,76% = euro 626,00 B) Alloggio di 40 mq circa acquistato a Mentone ( Francia – 3 chilometri dal confine) ): Valore di rogito = 400.000,00 Imposta = 400.000,00 x 0,76% = euro 3.004,00 !!! • 2) Diseguaglianza tra contribuenti italiani che hanno comprato il bene all’estero in epoche diverse : Chi ha acquistato una seconda casa all’estero magari 20 anni fa paga una imposta irrisoria rispetto a chi ha acquistato magari lo stesso immobile l’anno scorso magari gravato da un bel mutuo, considerato che il parametro è il valore di rogito ! 3) Diseguaglianza tra contribuenti italiani per una tassazione per annualità differenti a seconda del paese di ubicazione dell’immobile acquistato: Chi ha acquistato una seconda casa all’estero paga l’imposta già per l’anno 2011 mentre chi ha acquistato un immobile in Italia viene tassato per l’anno 2012 (il fatto non è irrilevante perché se l’immobile viene ceduto ad esempio il 1 gennaio 2012 chi ha comprato l’immobile all’estero paga comunque mentre chi aveva comprato l’immobile in Italia non paga nulla ) • Non vale la considerazione che già per il 2011 in Italia si pagava l’ICI , perché all’estero si corrispondevano già analoghe imposte sugli immobili. 4) La patrimoniale sugli immobili all’estero è pari al 7,6/mille ovvero il medesimo importo dell’Imu. Il presupposto dell’Imu è il corrispettivo di servizi municipali di cui benficia quell’immobile posseduto in quel tal comune. . • Qualcuno mi spiegherà quali sono i servizi municipali che lo Stato Italiano presta a favore di chi ha un immobile all’estero? • … che bella equità !!! • La soluzione è abbastanza banale : tassare gli immobili all’estero in base alla rendita catastale di un immobile analogo situato in Italia sottraendo l’imposta che è stata pagata all’estero. • Mi rendo conto delle difficoltà di individuare le analogie ma la base sarebbe comunque coerente con la base utilizzata per tassare gli immobili in Italia.

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