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La meglio satira Hanno appena finito di trasmettere una intervista a David Riondino su Radio24 e bisogna dire che mi è sembrata leggermente Kafkiana. Il nostro è finito nell’indagine sul “Madoff dei Parioli” per il fatto di essere stato truffato, assieme alla sua ex compagna Sabina Guzzanti, da un broker che prometteva guadagni ben al di sopra della media. Il fatto non sarebbe di per se particolarmente eclatante, ci sono stati tanti casi di truffe perpetrate facendo ingolosire gli investitore, anche se non capisco come facciano ancora a cascarci? Cosa ci stanno a fare le banche che si occupano dei patrimoni privati? La cosa interessante sono alcuni dei personaggi coinvolti e le giustificazioni risibili che danno del loro operato. Il buon Riondino aveva affidata al nostro investitore circa 450.000 euro fra il ’99 e il 2006 e fin qui nulla di male, anzi, di sicuro il nostro questi denari li ha guadagnati onestamente con la sua bravura artistica. Il primo problema sorge quando afferma di averli scudati. Evidentemente questi soldi erano detenuti illegalmente all’estero, perché altrimenti non ci sarebbe stato bisogno dello scudo, e poi pare strano che un comico dichiaratamente di sinistra ed antiberlusconiano abbia usufruito della norma voluta da Tremonti e definito “salva ladri”. Ma la cosa più divertente sono le giustificazioni addotte. Durante l’intervista di questa mattina. Riondino ha detto “non demonizzo affatto lo scudo fiscale” (scusa, ma quando massacravano Tremonti dove eri?), ha paragonato l’evasione fiscale, perché di questo si tratta, come “incidenti di percorso molto numerosi”, “siamo evasori mediocrissimi” e “si cerca di rientrare” (immagino dalla asfissiante pressione fiscale che c’è in Italia). Afferma di aver pagato 65.000 euro di scudo fiscale “che sono un quinto di quello che ho investito, circa il 25%” (in realtà è il 14,5% ma si vede che Riondino non è particolarmente forte in matematica) “ho pagato anche troppo” (sigh!). Insomma un “incidente di rapporto col denaro” un fatto “tecnico” e poi la perla: l’evasione fiscale nel “rapporto con una materia mitica come è il denaro” è “un’imprecisione”. Cercando di trincerarsi dietro il così fan tutti fa un paragone con le infrazioni stradali “come quando si mette la macchina in un parcheggio dove non si deve, quando si attraversa con il rosso, come quando si passa il limite di velocità in una strada vuota nella quale c’è un segnale messo da un Comune che ha bisogno di recuperare dei soldi” (e che quindi è un Comune un po’ ladro…) “è una grave trasgressione anche andare ai 135 in autostrada. In certi periodi però il limite è a 150, in altri sarà al 110”. Ma come? Gli evasori non sono i parassiti della società, quelli che “danno il pane avvelenato ai propri figli” non vanno esposti al pubblico ludibrio al grido di “anche i ricchi piangano”? Pare proprio di no, l’importante è essere evasori “de sinistra” e poter dimostrare la propria “oggettiva” superiorità morale con qualche anno di militanza antiberlusconiana. In questa esilarante intervista c’è anche la riabilitazione del bieco capitalismo, quello che affama i popoli del mondo, con un fantastico “lungi da me pensare che non si debba giocare in borsa” e una affermazione che suona quantomeno bislacca visto che Riondino afferma che “il denaro ha un potere che prima non aveva” e “lo sto studiando”. Posso capire che il nostro eroe negli ultimi tempi sia stato più preso dallo studio del riscaldamento globale, delle nefandezze commesse dalle multinazionali americane o dalle prodezze sessuali di Silvio e non abbia avuto tempo di studiare la storia ma sembra strano che una persona colta come lui, bibliotecario per 10 anni alla Nazionale di Firenze, non sappia che, dai tempi della guerra di Troia, circa 3500 anni addietro, il potere del denaro è la causa di quasi tutte le guerre, il che non è poco come potere… Sarebbe questa la superiorità della sinistra, la meglio gioventù, la questione morale strombazzata dal PCI? Alla fine della storia rimane solo la tristezza di un uomo qualunque colto con le mani nella marmellata che cerca di giustificarsi in maniera un po’ patetica e che mi fa venire in mente il grande John Belushi dei Blues Brothers quando cerca di giustificarsi con l’ex fidanzata abbandonata anni prima all’altare: “Ti prego, ti prego, non mi uccidere. Ti prego baby, lo sai che ti amo. Non avrei mai voluto lasciarti, non è stata colpa mia. Non ti ho tradita, dico sul serio. Ero rimasto senza benzina, avevo una gomma a terra, non avevo i soldi per prendere il taxi, la tintoria non mi aveva portato il tight, c'era il funerale di mia madre, era crollata la casa, c'è stato un terremoto, una tremenda inondazione, le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio!”.

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