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Gentili signori: Informo che in dì 1° febbraio, corrente anno, nei locali dell'Istituto d'Arte "Nordio", una delicata gattina grigia, di pelo lungo e soave, appartenente ai custodi, regalata loro dal figlio, é stata pressa por la coda e lanciata con forza quattro metri giù, dal pianterreno di entrata dell'Istituto fino ai parcheggi sotto. La gattina strillava, il custode, un uomo sulla sessantina, forte e grosso, la trascinava dalla coda, la faceva girare per prendere forza e la lanciava in aria sul vuoto del parcheggio della scuola là giù. La giornata era una notte nevosa di bora a 150 km orari. La gattina strillava e la bidella di nome Sandra urlava: "Sei matto, lasciala!; sei matto!"; era presente la bidella di nome Angela. La bidella Sandra, é andata a casa alla fine del suo orario di lavoro; é rimasta la bidella di nome Angela, fino alla fine delle lezioni alle 11.45. Il maltrattamento dell'animale é successo durante le ore di lezioni. Esther Espinoza, che sono io, ha chiamato al 113 e ha informato del fatto; la volante n. 3 é arrivata sul posto quattro minuti dopo. Sono arrivati due agenti, uno di loro chiamato Guerrato ha interpellato i testimoni, ha raccolto la testimonianza della bidella Sandra al cellulare perché non era più a scuola, quella della bidella Angela e non ha preso testimonianza del allievo Silvio Masé della classe 2SpS che affermava di aver sentito gli strilli. I poliziotti insistevano che era una gatta randagia. Non é una gatta randagia, appartiene ai custodi ed é stata portata come mezzo di disinfestazione contro i topi. La custode speso la teneva in braccia, e l'ha portata dentro l'istituto, così la ho conosciuto io, che la ho carezzato la testolina quando questa era tra le braccia della custode, l'anno scorso. I custodi per qualche settimana prestano servizio pure come bidelli; la gattina é docile e si avvicina a tutti; i custodi, i bidelli e i ragazzi hanno abituato la gattina a stare dentro la scuola, dandole da mangiare, carezzandola. I poliziotti, mi hanno chiesto di indicarli l'entrata della casa dei custodi, l'ho fatto. Quando sono usciti, ho domandato loro per la gattina, Guerrato mi ha detto che la gattina era dentro la casa dei custodi e sembrava stare bene, che lui l'aveva carezzato, che però non avrebbe saputo dire se stessi bene dato che non é un veterinario. Vorrei sapere lo sviluppo della situazione, gli dissi. Egli mi disse che non avevo questo diritto. La gattina non la si é mai vista, né alla mattina ne alla sera, fino a ieri. Non é consueto; mentre facevamo lezioni, lei ci chiedeva di aprirle la porta chiusa: "Miau" e noi l'aprivamo. Una sera, aveva fame che mangiava con avidità il pane di un nostro compagno, Riccardo Zancano, che é in classe con me, nella 2SpS; egli la prese in braccio e si tocco dopo gli occhi che dopo un poco si sono cominciato ad arrossire tanto da portarlo al Prontosoccorso, credo dovuto al fatto che i pavimenti vengono puliti con forti disinfettanti che passa dal pelo della gattina a chi poi la carezza causando irritazione. Questo é successo la settimana scorsa, durante le lezioni di Storia dell'Arte, martedì 26 gennaio. Questo é il quinto anno che sono in questa scuola, cinque anni fa, i custodi tenevano un altro gatto che ha dato fastidio ad una insegnante ed é stato portato via all'Oasi felina di Via Costalunga. I custodi non dovevano avere più un gatto perché loro vivono dentro la scuola e il gatto, dissero, non avrebbe potuto girare dentro le aule, neppure salire sulle macchine parcheggiate dentro scuola, come faceva quel gattone, tale come faceva questa delicata gattina, che non vedo più da ieri quando é stata violentemente maltrattata. Sono venuta a sapere che le bidelle sono state sgridate dalla dirigenza per aver reso testimonianza del maltrattamento violento contro il piccolo animale perché reca disonore all'Istituto. I custodi sono proprietari di un altro animale che vive dentro una gabbia di 5 metri, più o meno; questa gabbia era piccolissima, cinque anni fa e l'animale non usciva mai, li viveva le 24 ore al giorno; lì mangiava e lì defecava; sono venuti le Forze dell'Ordine e hanno obbligato i custodi ad ingrandire la gabbia, con il parere favorevole del Preside e sicuramente, anche di quella della Provincia. Questo cane dovrebbe uscire da quella gabbia in certe ore però non lo fa mai. Neve e vento di Bora lo colpiscono senza riparo; ora sta per scendere ancora di più la temperatura ed il cane che presta un lavoro di vigilanza continua, sofrirà senza che il Preside, né la vicepreside facciano nulla, come sempre. Hanno fatto cattivo viso alla chiamata della Forze dell'Ordine anche questa volta Informo e chiedo aiuto a nome della gattina e di quel nobile cane custode. Esther Espinoza di Trieste C.I.2495218AA esther.espinoza@infinito.it

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