Cerca

Articolo 18: differenze tra Italia e USA Nel 1996 lavoravo negli Stati Uniti per conto di una ditta italiana e mi resi conto della sostanziale differenza tra il nostro e il loro mercato del lavoro e degli effetti che questa differenza produceva. In quel periodo una commissione governativa cinese propose una mega fornitura alla ditta per cui lavoravo. Il titolare non ebbe molti dubbi: non poteva accettare quella fornitura in quanto avrebbe dovuto assumere troppe persone. Non poteva garantire il lavoro ai nuovi assunti una volta evasa la commessa. Pero' negli USA esisteva una ditta concorrente della nostra che accetto' la commessa senza batter ciglio in quanto non avrebbe avuto nessun problema a licenziare i nuovi assunti, se necessario. Si presero il lavoro pur essendo una seconda scelta (la ditta italiana era leader riconosciuta nel mondo). Ora se moltiplichiamo questo fatto per migliaia di casi si capisce perche' in quel periodo il tasso di disoccupazione in Italia raggiungeva il 11,5% mentre negli USA non raggiungeva il 4,5%. Insomma in USA era piu' facile essere licenziati ma molto, molto piu' facile essere assunti che in Italia. Certo il lavoratore doveva essere disposto a cambiare lavoro e questo costava fatica ma poteva anche essere stimolante. Comunque quando, tornato in Italia, raccontai il fatto ai miei colleghi, e suggerii che forse il loro sistema era migliore del nostro, mi presi solo delle male parole. Riccardo Ferrari

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog