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ANCORA UNA VOLTA, CHI CONTROLLA I CONTROLLORI? Se lo chiedeva Giovenale, e prima di lui Platone, il cui testo latino della Repubblica recita Nempe ridiculum esset, custode indigere custodem - "È naturalmente ridicolo che un custode debba essere custodito". Appunto, ridicolo. Non stiamo parlando però dell’ennesima storia di tangenti all’italiana; non fa più arrabbiare e tantomeno farebbe notizia nel nostro Paese, oggi che sono all’ordine del giorno il tesoriere di un partito che si appropria indebitamente di (circa) 13 milioni di euro e i suoi colleghi che si affrettano a fare lo scaricabarile, come se la colpa di non essersi accorti (o, appunto, di non aver controllato il controllore) fosse un merito di fronte all’appropriazione indebita. Oggi stavo andando in centro a Milano su di un tram non particolarmente affollato. A poche fermate dal capolinea (in Duomo) salgono alcuni controllori e iniziano a verificare che i passeggeri siano in possesso del famoso “titolo di viaggio”. Due ragazzi italiani, sui 18 anni, hanno le cuffie, ascoltano la musica e non si accorgono che una donna risale il tram dal fondo chiedendo a tutti il biglietto; quando è il loro turno di esibirlo, inizialmente fingono di non sentire la domanda a causa delle cuffie, poi dichiarano di non avere il biglietto e, di fronte all’insistenza della donna, uno di loro inizia a rispondere in modo molto arrogante. Il dialogo diventa improvvisamente surreale: nonostante la donna sia un’autorità tenuta a far rispettare una regola, si comporta come una madre che cerca di far capire al figlio che non può fare così: gli dice che non deve parlare in quel modo, che tutti pagano e anche lui deve pagare, che il mezzo non è suo… per sentirsi rispondere che lui parla come vuole, che non dà soldi allo Stato e che il mezzo non appartiene nemmeno a lei. Quando finalmente lei gli chiede i documenti, lui si rifiuta di darglieli; lei allora gli chiede dove scende, lui risponde che scende appena si aprono le porte; lei conclude, sempre fissandolo con sguardo severo, che non gli andrà sempre così. Il dialogo dura alcuni minuti; intanto il tram raggiunge il capolinea, ma le porte non si aprono subito: io penso ingenuamente che mi toccherà restare qualche minuto chiuso dentro quel tram in attesa dell’arrivo della polizia, ma che almeno i due avranno quello che si meritano. Invece no: le porte si aprono, i ragazzi scendono e si allontanano tranquillamente. Intervengo chiedendo spiegazioni, ma la donna mi risponde in modo sbrigativo che è da sola (inesatto, sottolineo) quindi non può far niente e si affretta ad andare a dare man forte ai colleghi, che più avanti nel tram hanno trovato una passeggera straniera con il biglietto scaduto e soprattutto molto meno sfacciata e riottosa dei due ragazzi. Non ho ricevuto altre giustificazioni dai tre controllori né dall’autista del tram, il quale però mi ha risposto “io guido, a me quello che dici entra di qua ed esce di qua”, indicando prima un orecchio e poi l’altro. Ci ripetono di continuo che dobbiamo fare sempre più sacrifici perché senza le manovre dell’estate 2011 e senza il decreto salva-Italia faremmo la fine della Grecia, ma con che faccia pretendono che accettiamo aumenti spropositati dei prezzi dei servizi di trasporto pubblico se ci costringono ad assistere a queste scene vergognose? Sappiamo tutti che l’Italia è il Paese dei furbi, che per quanti ne controlli ce ne sono sempre altrettanti che la fanno franca, ma almeno quando li beccate puniteli! Ve li immaginate gli ispettori della Guardia di Finanza che scovano un evasore totale e lui che con arroganza risponde che non dà soldi allo Stato e pretende che gli diano il tempo di scappare con il bottino? O i doganieri di Chiasso che fermano il SUV pieno di contanti e lo lasciano passare perché il guidatore sbuffa che è in ritardo per il pranzo? Non sto paragonando chi evade milioni a chi non paga il biglietto del tram; sto dicendo che con gli aumenti dei nostri biglietti e dei nostri abbonamenti vengono pagati anche gli stipendi dei controllori (che sono sempre di più), ma se basta non rispondere per non pagare il biglietto, tanto vale risparmiare il costo dei controllori e scrivere che al posto del biglietto l’ATM accetta una donazione...

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