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Gentilissimo direttore, l’Italia è un Paese dove l’amministrazione della giustizia è tale per cui i delinquenti e i criminali vengono in tutti i modi tutelati e gli onesti in tutti i modi castigati. Questo purtroppo lo sanno non solo gli italiani, ma pure molti che nel loro Paese d’origine avrebbero assai minori probabilità che in Italia di farla franca. Di qui l’attrazione che l’Italia esercita sui delinquenti di tutto il mondo, che nel nostro Paese trovano una sorta di Eldorado. Nella generalità dei casi si può delinquere impunemente. Per esempio, mi risulta che il 98% dei furti denunciati resti impunito. La vera percentuale è sicuramente più alta, poiché in molti casi non viene sporta denuncia, essendo questa, nonostante l’impegno tanto ammirevole e degno di lode quanto poco remunerato delle Forze dell’Ordine, una pressoché inutile perdita di tempo. Ormai alla speranza è subentrata la rassegnazione. Nel restante 2% dei casi, quelli cioè nei quali il reo viene “assicurato alla giustizia”, sfortuna vuole che di solito si tratti di un clandestino, che in carcere (per fortuna ci resta poco) costa ogni giorno qualche centinaio di euro al contribuente. Nel mondo ci sono centinaia di milioni di persone pronte a fare i bagagli per tentare fortuna nel nostro Paese. Ai potenziali migranti continuiamo a lanciare questo messaggio: “avanti, qui ce n’è per tutti; un lavoro e una casa non si nega a nessuno”. Ma chi poi riesce a dare loro casa e lavoro, quando mancano anche per gli italiani? Agli ingressi dei supermercati è raro che manchino mendicanti che, offrendo il loro aiuto (non richiesto) a scaricare il carrello della spesa, pretendono poi il loro piccolo obolo. Poco male. Anche nei parcheggi a volte è d’obbligo una modica oblazione a improvvisati custodi per avere la certezza che la propria auto si conservi in perfetta forma. Per strada non è certo raro incontrare venditori di cianfrusaglie varie che trovano solo questo modo per sbarcare il lunario. Di certo è meglio vendere cianfrusaglie che spacciare droga. In certi posti si è letteralmente aggrediti dai vù cumprà che tentano di affibbiarti ogni sorta di cose. E’ questa la sorte che vogliamo riservare agli immigrati, è questo il modello di integrazione previsto? C’è chi esorta a non avere paura: non c’è niente da temere. Certo, non ci sarebbe niente da temere se l’immigrazione fosse sotto controllo, se i numeri fossero molto più ridotti, se ci fosse la possibilità di un armonico inserimento sociale dei nuovi arrivati, ma constatiamo che la realtà non è questa. I servizi sociali sono di fatto sempre più sottratti ai cittadini italiani, costretti a pagare senza nulla avere, a trovarsi in coda e ad arretrare sempre più verso il fondo della coda. Gli asili e i fitti agevolati sono riservati di fatto agli extracomunitari, cioè agli ultimi arrivati. I “primi arrivati” si sentono beffati. I costi sanitari legati alla massiccia presenza di clandestini e pseudoregolari sono in costante aumento. Ai politici che auspicano l’arrivo di altri milioni di immigrati consiglierei poi di leggere i giornali. Basta scorrere la cronaca nera per farsi l’idea di come stiano andando le cose. Questi politici ci ripetono che non sta bene aver paura, ma la loro realtà edulcorata sa molto di retorica, di politicamente corretto e di fette di salame sugli occhi. Forse bisognerà toccare il fondo per accorgersi che le nostre possibilità di accoglienza non sono infinite e che forse un freno bisogna metterlo. Con i più cordiali saluti.

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