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Paola Francioni GRUPPO FACEBOOK “Giù le mani dalle pensioni” Documento di protesta contro l’abolizione delle pensioni di anzianità. Decreto Salva Italia. In un paese democratico, qualsiasi riforma riguardante il futuro della nazione e dei suoi cittadini, deve essere discussa e concertata tra tutte le parti sociali, nel rispetto delle regole sancite dalla Costituzione. Questo Gruppo si propone di far notare al Presidente del Consiglio Sen. Monti che sono state violate tutte le regole del vivere civile, per quanto riguarda la nuova riforma delle pensioni, e in particolar modo l’abolizione delle pensioni di anzianità, così, da un giorno all’altro, e senza nessuna gradualità. Gradualità, che tra l’altro era già inserita nelle riforme precedenti, portando all’estinzione di tali pensioni nel breve periodo di qualche anno. Riforme che già esercitavano differenze e discriminazioni tra lavoratori dipendenti e autonomi. Riteniamo questa riforma ancora più discriminatoria, incrementando tali differenze più profonde e ingiuste. Non riteniamo giusto, nell’emergenza dell’economia attuale, nella sofferenza dei posti di lavoro, trattenere a volte anche di 7 anni, la permanenza al lavoro di centinaia di migliaia di lavoratori togliendolo ai giovani. Non riteniamo giusto aver creato questo precipizio senza fondo al posto degli ormai acquisiti e meno discriminanti gradini della legge precedente, gettando nello sconforto, nella depressione, nella miseria, nell’abbattimento morale, nell’avvilimento spirituale e nel senso di disperazione milioni di famiglie. Riteniamo una menzogna, quanto affermato, che in questo modo si preservano le pensioni delle generazioni future; ai giovani serve solo il vero lavoro col quale pagare le tasse e la loro previdenza. Riteniamo tutto questo un colpo di mano, un golpe per far cassa, per appropriarsi dei soldi veri, un modo per far colpo sui parteners europei, per riguadagnare stima, per ritornare a contare qualcosa in Europa, sulle spalle delle classi meno abbienti. La riprova del disastro che avete combinato la si evince nelle decine d’interventi che vi proponete nel “milleproroghe” approfondendo sempre più le discriminazioni di cui sopra, aggiungendo iniquità all’ingiustizia. Altra riprova sta nelle parole del direttore dell’INPS Mastapasqua che poco prima di questa catastrofe, perpetrata, studiata, voluta con estrema cattiveria, dichiarava che le pensioni così com’erano sarebbero state garantite fino al 2050. Le alternative che avrebbero evitato questa macelleria sociale sono molteplici, e soprattutto, essere a carico delle classi più abbienti. Patrimoniali già vigenti e sperimentate in tutta Europa ( non già il ripristino dell’ICI eliminato in precedenza per questioni di voti), ma vere patrimoniali sui capitali e in ultima analisi, prelievi forzati sui c\c bancari, una tantum semipermanenti, riduzione delle spese militari, finanziamenti ai partiti con eufemismo chiamati rimborsi elettorali, ecc. E’ inutile dilungarsi, sapete meglio di noi quello che poteva essere fatto. Noi pensionandi non abbiamo taxi o tir per bloccare le strade e far parlare di noi, non abbiamo forconi, non siamo una casta, non siamo massoni, ma abbiamo il diritto alla parola e a essere ascoltati, abbiamo lavorato una vita nella speranza di veder coronato un giorno, il meritato riposo, dedicarci alla famiglia, ai figli, ai nipoti, essendo l’ultimo baluardo, l’ultima fortificazione della società. Confidiamo nella sua intelligenza morale, nel suo coraggio di voler dichiarare questa riforma delle pensioni iniqua, ingiusta e vessatoria.

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