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alla cortese attenzione del Direttore sono un libero professionista ex dipendente pubblico e ex dirigente sindacale, mi permetto di scrivere queste considerazioni sull'incoerenza e ruolo del sindacato nel nostro paese. Non si parla del costo dei sindacati!!! Avere i sindacati, avere rappresentanza sindacale è un diritto!!!!!. avere il singolo sindacalista a carico di tutta la collettività spesso a vita senza che nessuno ne controlli il bilancio ed il costo alla collettività è folliaaaaa. sulla base dell'esperienza personale e di quanto la stampa e la tv riportano mi preme evidenziare questo aspetto come cittadino e come contribuente. motivazione: 1) la tessera sindacale si rinnova automaticamente ed il prelievo avviene in busta paga operazione a carico dell'impresa e non dell'iscritto con scarsa percezione della riduzione del reddito - si arriva all'1% dello stipendio lordo (anche la parte contributiva etc.); 2) si comportano come un'associazione, ma fanno attività riconducibili a quelle di uno studio di consulenza fiscale (CAF) o assistenziale (patronato); infatti il pagamento avviene direttamente dal cliente iscritto o non iscritto al sindacato, o dallo stato (noi) con sistemi vari; 3) non si conoscono bilanci o dichiarazioni dei redditi; 4) non mi risulta che i sindacalisti in distacco firmino cartellini, quindi si è portati a pensare che in caso di malattia o infortunio non si possa stabilire se durante o fuori orario di servizio; 5) non conosciamo i sistemi di rimborso e quindi di reddito dei singoli sindacalisti e dei dipendenti dei collaboratori e dei consulenti del sindacato. Perché tutti noi cittadini dobbiamo caricarci l’onere dei sindacalisti in distacco? La soluzione è che ogni sindacato si autofinanzi con i soldi degli iscritti come normalmente avviene per tutte le associazioni, per le società, etc. potrei sbagliarmi, ma la regola che ricordo era questa: se tu sindacalista in distacco lavori nel privato sei a carico del sindacato; se lavori nel pubblico sei a carico dell’ente di provenienza (appartenenza) cioè noi. sono nostri dipendenti e non sappiamo quanto producono, dove sono, etc.. Altro elemento da mettere in evidenza è che il sindacato è "azionista" dello stato 0,5/1,0/% (tasse e oneri sociali) di tutti i dipendenti iscritti e del reddito degli stessi lavoratori. Date queste circostanze si intuisce che non ha interesse nel ridurre il numero dei dipendenti in esubero in particolare nel settore pubblico! più aumentano i dipendenti, maggiori sono le entrate. Non ha interesse nel favorire un lavoro flessibile, che col modello attuale non favorisce le iscrizioni. La ringrazio per l'attenzione sperando di avere dato un contributo come cittadino per spezzare questo mondo misterioso e tabù di intoccabilità.

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