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Lunga vita alle merdacce Venerdì 13 Gennaio 2012. La nave da crociera Costa Concordia si piega a ridosso dell'Isola del Giglio dopo aver centrato uno scoglio che non doveva esserci, durante una manovra scellerata quanto la prassi di farla, con un comandante che ha negato fino all'ultimo che stavano affondando e che ha pure abbandonato la nave invece di coordinare i soccorsi. Nei giorni a seguire si sono sprecate le fin tropo facili analogie tra il comportamento del comandante Francesco Schettino e la classe dirigente (politica e non) di questo paese. Illustri osservatori quali Maurizio Crozza e Beppe Grillo, solo per citarne un paio, hanno fatto notare come l'Italia sia piena zeppa di comandanti Schettino ai posti di comando. Ma serviva che affondasse una nave e che morissero delle persone per accorgersene? In questo paese se non sei a capo di qualcosa o di qualcuno sei un merdaccia. Ce l'ha insegnato fin dal 1975 quel genio di Paolo Villaggio con la tragicomica saga del rag. Fantozzi. In Italia non puoi essere semplicemente un professionista serio, preparato, competente e responsabile. Se svolgi un ruolo operativo, qualunque esso sia, sei considerato l'ultima ruota del carro, uno sfigato, “manovalanza”. Insomma, una merdaccia. Di conseguenza, sia nel pubblico che nel privato, vi è da sempre una ressa furibonda e senza regole per arrivare ad accaparrarsi qualsiasi posizione che offra un minimo di potere o di prestigio. Il risultato è che a spuntarla non è mai chi se lo merita veramente ma chi è più furbo e più portato alla prevaricazione sugli altri, a prescindere dalle sue reali capacità professionali che anzi, quasi sempre, lasciano molto a desiderare. Ma vi sembra che per avere l'incarico di comandante di una nave come la Concordia così come per ricoprire un qualsiasi ruolo chiave in un qualsiasi azienda italiana pubblica o privata che sia... uno viene scelto “perché è bravo”? Ma stiamo scherzando? Qualsiasi altro metro di misura è sicuramente più realistico, non di certo la competenza, l'esperienza e la reale capacità di fare le cose e di farle bene. Quello che conta è sempre e solo il leccaculismo, la cortigianeria, il legame col politico di riferimento, l'appartenenza alla confraternita giusta e via dicendo. E' la logica del demerito, dove le reali qualità delle persone non valgono niente. Niente di niente. Anzi, chi è veramente capace spesso rinuncia in partenza alla lotta perché ritiene di avere ancora una dignità e dei principi. E per non mischiarsi con gli Schettini di turno. Meglio rimanere merdaccia. “Ricordate figlioli di essere sempre disonesti, di essere sleali con i colleghi. Non praticate amicizie disinteressate ma usate il ricatto, il leccaculismo. E praticate spesso delazione. Solo così potrete assurgere ai più alti livelli aziendali. “ Direttore Naturale Gran Mascalzon Lup. Man. Pez. Di Merd. Dott. Matteo Maria Barambani Tratto da “Fantozzi alla riscossa”, 1990

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