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ci risiamo: basta un ciclone artico che rischia di metterci in crisi energetica: la Russia sta riducendoci la fornitura di gas; basta che si rompa un filo di rame che mette in crisi tutta l’Italia, come successe nel famoso black out del 2003: questa è la sicurezza energetica italiana sulla quale rifondare l’attività economica Dunque per ridare lo slancio vitale all’Italia; ma i bravi italiani hanno l’asso nella manica tutti intenti come sono a raccogliere Watt, quando c’è il sole, metroquadro per metroquadro per farsi pagare l’energia dagli altri consumatori come se ciò fosse sufficiente a creare posti di lavoro: quegli impianti sono sufficienti a darsi una certa sicurezza ad un costo elevato per i privati ma non servono a niente per creare posti di lavoro, ovvero servono a creare lavoro di fabbricazione dei componenti (praticamente in Cina) e di installazione il tutto pagato dalla collettività dei consumatori, ma non servono a niente quando si fanno parlare i numeri: si pensi che per muovere un elettrotreno freccia rossa occorrono disponibili per ogni convoglio 8800 Kw pari a 3000 abitazioni; non parliamo poi dell’industria che risulta assorbire circa il 78% del totale (anno 2010); infatti risultano: Consumi domestici 69.550,5 milioni di KWh circa 22 milioni di abitazioni Consumi totali: 309.884,5 milioni di KWh circa 96 milioni di abitazioni Le chiacchiere sono chiacchiere ed i numeri sono numeri che per fortuna non tutti schifano: se poi sono rivestiti di qualche unità di misura, fanno venire a certuni la nausea, specialmente a quelli che usano perifrasi per esprimere un concetto che non hanno del tutto chiaro ma comprensibilissimo a quelli che si trovano in quella condizione (che sono troppi come si è visto nei due referendum energetici). Tanto per esprimere un raffronto, se questa Italia non si mette in sicurezza energetica è come un individuo con il cuore scassato con riflessi sulla circolazione sanguigna: ai voglia di disporre di mezzi finanziari e propositi futuri, quell’individuo sarà sempre in deficit energetico con tutti i limiti che ciò comporta e difficilmente potrà alzarsi dalla poltrona sulla quale si è adagiato. Di questo ce ne siamo anche accorti dalle ultime agitazioni popolari contro il caro energia come fattore economico fondamentale in Italia. Firenze: 7/02/2012 Sergio Mannucci

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