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E' di settimana scorsa la notizia che sono stati stanziati 400.000 Euro per i corsi di lingue straniere dedicati ai parlamentari. I corsi "disponibili " sono di francese, inglese, spagnolo, russo, tedesco e se proprio necessario, anche altri, quali il cinese. Normalmente, quando si assume un dipendente, l'azienda chiede il curriculum vitae, dove viene rimarcata anche la conoscenza delle lingue straniere. Le aziende cercano, basandosi sul curriculum, di assumere personale preparato e che soddifsi le proprie esigenze. La democrazia invece consente di agire in modo differente, tutti hanno diritto ad essere eletti, indipendentemente dall'ignorantezza (amo questo vocabolo) e se sarà necessario, il paese penserà alla loro istruzione. E' poi risaputo, che le aziende non investono su chi è assunto a tempo determinato, vedi i precari, perchè allora investire sui politici che sono precari per definizione ed elezione ? Vorrei anche dire che se la democrazia ci permette di collocare in parlamento degli emeriti somari, la stessa democrazia non proibisce di metterci persone preparate. Personalmente avrei preferito pagare dei corsi extrascolastici a mio figlio che, sia per età, che per cervello, giustificherebbe l'investimento, anzichè sponsorizzare chi a sessant'anni non ha ancora imparato a coniugare i congiuntivi. Purtroppo ubi maior ......

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