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Europovertà

Gentilissimo Direttore, gli economisti sapranno forse spiegarci perché dal momento in cui l’euro ha sostituito la lira il potere d’acquisto degli Italiani si è progressivamente ridotto (dire ridotto è un eufemismo, in realtà si è dimezzato), tanto che ora ci troviamo come ci troviamo, meglio non specificare. Forse direbbero che l’euro non c’entra e che è colpa della competizione globale (che peraltro abbiamo subito senza alcuna difesa). La spiegazione non mi parrebbe però troppo convincente, dal momento che con l’adozione della nuova moneta ci siamo costruiti anche una bella camicia di forza di regole annesse e connesse, di cui Cina e India certamente ci ringrazieranno, avendo loro permesso di invadere il nostro mercato con la forza di uno tsunami. Conservando una nostra indipendenza monetaria e decisionale, potevamo far ricorso a piacimento a svalutazione e a dazi sulle importazioni per difenderci da una competizione che di certo non è ad armi pari. Il costo del lavoro in Cina infatti non è lo stesso che in Europa e neppure le regole sono le stesse: è come se due atleti dovessero gareggiare alle Olimpiadi sui 100 metri, uno libero di correre e l’altro con una palla per ciascun piede e una persona in groppa come zavorra. Facile prevedere chi vincerebbe. Ma i nostri illuminati euroburocrati con le fette di salame sugli occhi sono convinti che noi siamo i più forti, ragion per cui possiamo concedere qualche vantaggio agli avversari. I risultati li stiamo vedendo. La svalutazione della lira rendeva i nostri prodotti più competitivi sul mercato estero e le industrie lavoravano, dando occupazione e stipendi, alimentando così il mercato interno. Il portafogli dei lavoratori non piangeva più di tanto, perché se i prodotti di importazione venivano a costare di più, ciò rappresentava un incentivo per la nostra industria a produrre in Italia le stesse cose a un prezzo minore. Con l’euro la situazione si è capovolta: con una moneta forte e senza dazi difensivi le merci estere risultavano più a buon mercato e fabbricare in Italia non era più conveniente. Così la nostra industria è stata smantellata pezzo dopo pezzo. Se ora l’euro si svalutasse, non ci resterebbero neppure gli occhi per piangere. Capisco perché gli inglesi si guardino bene dal percorrere la nostra stessa strada. Non stavano meglio di noi prima che svendessimo a prezzo di saldo la lira per comprarci gli euro e ci imbarcassimo nella crociata “pro euro” per autocastigarci e per redimerci da chi sa quali peccati. Perché gli speculatori infieriscono sull’eurozona e non invece sulla sterlina? Semplice, la sterlina ha alle spalle una banca nazionale sovrana che può decidere in autonomia, come ce l’avevamo anche noi. Abbiamo solo massacrato la nostra industria e guadagnato in povertà e in disoccupazione. Con i più cordiali saluti.

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