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BORGONOVO, LA TEMPESTA ORMONALE E L’ASADO

Leggo Libero da una vita e da quando c’è Belpietro da due vite; ergo, leggo Borgonovo e Lucarelli. La Selvaggia e la Maglie sono i miei prodotti Galbani, vogliono dire fiducia, compro a scatola chiusa e sottoscrivo i loro articoli fino all’ultima interpunzione. Dire che sono due donne cazzute, come ha detto la Santanchè delle ministre, è offendere le donne. Sono gli uomini che dovrebbero essere “figuti” come loro. Leggo Borgonovo, mi piace, i suoi SMS (tranne troppa compiacenza per un certo Papaleo che fino a ieri non sapevo chi fosse e, per scrivervi, ho dovuto ahimé documentarmi) sono calzanti e disincantati. Tuttavia: A)non ho ancora letto gli articoli in oggetto ma, anche se è da coglioni, quello della Selvaggia come sopra detto è per me un postulato apodittico, i miei pensieri sono i suoi e versavice. B)Francesco, se come anti-noia il popolo italico deve sintonizzarsi su di un inguine tatuato allora non è lo spread che dobbiamo temere; e poi, se tale fetta di pube intravisto fosse come il Sancta Sanctorum dei Leviti capirei anche, ma mi risulta che sia più violato dagli sguardi degli erotomani che Piazza Grande di Bologna dai piedi degli studenti in gita. C)e infine, supponiamo che il 50% dei telespettatori sia donna: che cavolo di anti-noia sarebbe per loro vedere un po’ di PILU! Francesco, immagina Gianni Capelli Mogano Standard con la patta sbottonata che lascia intravedere, di tanto in tanto, il suo vecchio pendulo comunardo: questo sì che sarebbe uno scoop, non un megadèjà vu argentino al quale, ormai vecchio satiro impotente, preferisco un fumante ASADO! La saluto, Direttore Gino Celoria

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