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Sarà più importante la farfalla di Belen?

Mi presento, sono Cinzia Fortunato di anni 35, residente in Bari. Scrivo questa lettera aperta a tutti colori i quali non si mostreranno bigotti e chiusi ed a chiunque sia disposto ad aiutarmi. Ebbene sì, trattasi di una lettera di SOS, HELP ME o come più v'aggrada. Non vi parlerò del caso umano, non è quello che voglio perché francamente reputo la cosa affar mio, indubbio è che però col caso umano potrei trarre maggior giovamento, visto che il popolo italiano è un popolo che ama le disgrazie altrui. Mi appello all'Art. 21 della Costituzione italiana, Titolo I, che dice: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. [...]". A mio modesto parere la parola tutti comprende tutti, non posso mica cambiare il mio cognome in Celentano, Benigni o chi per loro per poter esprimere un pensiero. Conscia di non essere l'unica ad essere in questa situazione, di avere io in primis colpe per tutto ciò e conscia anche del fatto che la maggior parte di voi cestinerà questa lettera, procedo con la mia richiesta. A luglio 2010 sono stata licenziata durante un lungo periodo di malattia, avevo un contratto a tempo indeterminato. L'azienda in questione è la PdP Soc. Coop, sita in Bari in via Caduti Strage di Bologna, 15. Come è facile intuire sono rimasta senza lavoro ed ho impugnato il licenziamento. Ignara di quello che era il mondo reale ho provato a cercare lavoro, perchè come si sa il posto fisso è di una noia mortale, specie se si è senatori a vita, sapete che inedia? Senza tanti convenevoli quello che chiedo, a chi si è arrogato il diritto di governarci, è un lavoro che mi permetta di condurre una vita dignitosa tale da poterla definire vita. Ahimé senza soldi non si può mangiare, ma la cosa più essenziale, che a chi comanda farà smuovere il cuore, è: se io non lavoro non posso risanare in nessun modo il debito pubblico pagandovi le tasse, una volta che mi avrete tolto la casa ci sarà poco da fare, su di me non mangerete più. Vero che sarò una bocca in meno da sfamare, ma sicuramente meno bocche sfamerete e meno mangerete voi in primis, cari i miei Superman. I Principi Fondamentali della Costituzione Italiana, all'Art. 1, si esprimono in questo modo: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". E poi, all'Art. 4: "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società". Tutto ciò fa un po' ridere, è una sorta di barzelletta. Un Repubblica democratica (e già qui si ride), fondata sul lavoro che non ha lavoro da offrire ai comuni mortali è quanto di più comico si possa immaginare. Io invoco il mio diritto ad avere lavoro, credo di averne diritto, Signori Illustrissimi o no? Indubbio è che la Repubblica democratica Italiana ci ha insegnato che per riuscire a guadagnare bisogna o rubare o fare le puttane, a me non va nè di rubare nè di fare la mignotta (cosa che potrei fare vista la mia avvenenza), come la mettiamo? Posso avere un lavoro dignitoso che non sia un call center di merda? Oddio, i call center...come è possibile far esistere una cosa del genere, questi pagano meno di 3 euro all'ora, è una cosa dignitosa? E' normale? E' umiliante per chiunque, anche per chi non ha uno straccio di diploma elementare. Ma a quanto pare sono l'unica cosa che il cittadino italiano medio e figlio di nessuno può fare. La cartaigienica posso ancora comprarmela, perchè volete costringermi a pulirmi il culo con la laurea e poi a spiaccicarvela in faccia? Certo, non sono la figlia dell'IllustrissimoStraMegaSuperSignor Monti (o chi per lui, è un nome come tantissimi altri), ma questo non significa che devo essere lasciata morire di fame, perchè e cito nuovamente: "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società". Ma leggendo la Costituzione Italiana c'è da ridere a bizzeffe. Controsensi e falsità fanno sì che l'Italia sia il Gran Paese ormai con la merda fino la collo...e non è questo il caso di: mal comune mezzo gaudio, perchè qui chi "gauda" (mi si permetta il latinismo), ci sta e in comune c'è solo il male, tra l'altro non causato da me o dalla maggior parte dei cittadini italiani, i comuni mortali. Perchè ora io devo sanare le colpe di terzi? Se ricevo una multa me la pagate forse voi? O il destino del paese vi sta a cuore solo quando il vostro culo inizia a bruciare? Perdonatemi il linguaggio colorito e un po' bucolico, ma credo sia il migliore per esprimere i concetti, in fondo non faccio politica, cioè non parlo a vanvera mettendo in fila due o tre parole di senso compiuto che in realtà non hanno il minimo senso pratico. Sì, a voi Governanti o Governatori, chiamatevi come più vi piace, manca il senso pratico. Come può una persona che vive nelle vostre condizioni conoscere i reali problemi del paese? Non può. Ma non è colpa vostra, come non è colpa mia, è che semplicemente se non si conosce un problema risulta assai improbabile offrire una soluzione efficace. Senza Pitagora ben poco riuscirai a fare con i triangoli rettangoli. Voi conoscete solo i vostri problemi e, lo devo ammettere, su quelli siete impeccabili. Ma andiamo avanti. Art. 31, Titolo III, sempre della Costituzione: "La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori". [...] Ci stiamo prendendo per il culo? Art. 36, sempre Titolo III della Costituzione: "Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa". [...] Mi viene voglia di bruciare questa Costituzione italiana, magari la darò alle nigeriane che si prostituiscono per strada di modo che ne possano fare un bel falò per riscaldarsi, almeno avrà qualche utilità. Mi vergono di essere italiana. Una dittatura sarebbe più dignitosa di questa farsa che si chiama democrazia, vi rammento una cosa: il termine democrazia deriva dal greco δῆμος (démos), popolo e κράτος (cràtos), potere, ed etimologicamente significa governo del popolo, vi ricorda nulla? Datemi un lavoro, ne ho il diritto. Cordialmente, Cinzia Fortunato

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