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Lavoratori e compartecipazione agli utili

Perché i dipendenti non devono partecipare agli utili delle aziende? Mi sembra un principio giusto e sacrosanto. Infatti, chi è artefice del buon successo di un impresa? Solo chi la possiede? Basta l’idea giusta? Non serve altro? Credo che per passare dall’idea alla sua effettiva realizzazione serva il contributo di qualcuno che abbia un ruolo non più ideativo, ma semplicemente operativo. Perché questo anello della catena deve essere misconosciuto, come se non esistesse? Io ritengo che anche gli esecutori materiali debbano avere la loro compartecipazione agli utili aziendali. Chi ha l’idea e rischia denaro in proprio è giusto che abbia una cospicua parte degli utili o, al di sotto di un certo ammontare di questi, anche della loro totalità. Tuttavia, quando gli utili superino una determinata soglia che si configura come il giusto guadagno per il proprietario o gestore, perché non prendere in considerazione di riconoscere anche il semplice lavoro esecutivo (senza il quale nessun risultato verrebbe conseguito), facendolo partecipe di una parte degli utili? Ritiene il legislatore che questo sia un principio sbagliato oppure inapplicabile? Con i più cordiali saluti.

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