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Colpo di frusta o colpo di mano?

"Dagli all'untore!". Con questo grido di battaglia tornano all'attacco le truppe cammellate delle assicurazioni, nella forma di parlamentari più attenti a compiacere le lobby che non a perseguire l'interesse pubblico. E così la Commissione Industria del Senato, zitta zitta, approva un emendamento al decreto liberalizzazioni, che, con il nobile scopo di combattere le frodi assicurative, azzera i risarcimenti per tutti quei danni "non suscettibili di accertamento clinico strumentale". L'obbiettivo dichiarato sono le tanto vituperate "distorsioni del rachide cervicale", più volgarmente dette "colpi di frusta"; come se accusare una distorsione al rachide, per quanto non necessariamente accertabile "strumentalmente", fosse una passeggiata di salute o un'inezia trascurabile, e non un dolore e un fastidio che possiamo portarci appresso per tutta la vita. Naturalmente guai a chi dice che questa sia una vera e propria "marchetta" alle assicurazioni, no no, qui si vuole ridurre il peso sempre più insostenibile delle polizze rca. "Ma mi faccia il piacere!" direbbe un napoletano che si intendeva poco di truffe e molto di comicità, perché qui siamo veramente alle comiche. Siamo all'"errare humanum est, perseverare autem diabolicum". Perché questa manfrina dei provvedimenti volti a ridurre i costi assicurativi la sentiamo da troppo tempo. Prima fu la volta dell'introduzione delle tabelle ministeriali per le lesioni micropermanenti (volte a calmierare gli indennizzi), poi quelle dell'indennizzo diretto e della sottrazione ai danneggiati del diritto a farsi assistere da un professionista e a vedersi risarcito della relativa spesa, poi dell'"abolizione d'ufficio" da parte delle compagnie del danno morale sotto l'egida di una strumentale interpretazione delle famigerate "sentenze gemelle" del 2008 della Cassazione. E in tutto questo che fine ha fatto la tanto agognata riduzione delle tariffe? Ve lo dico io che fine ha fatto: +56% dal 2000 al 2010 (fonte Eurostat). E vi dico anche cosa cambierà dopo l'introduzione di questa norma. Nulla. Le tariffe continueranno come sempre ad aumentare, perché per le assicurazioni è molto più comodo riversare i costi delle truffe sui premi piuttosto che impegnarsi in una vera lotta contro i sinistri fasulli. Perché il mercato assicurativo volge verso una struttura oligopolistica sempre più spinta e infine perché questa norma farà di certo lievitare il ricorso ad esami strumentali volti ad accertare le lesioni lamentate. E così i danneggiati saranno "cornuti e mazziati", continueranno a pagare come e più di oggi e a ricevere sempre meno. Perché questa è la storia inconfutabile e ineluttabile dell'rc auto in Italia: polizze in costante crescita, risarcimenti in perenne diminuzione. E ringraziamo il cielo che qualche anima pia in parlamento ha bocciato quella schifezza del decreto sulle nuove tabelle delle lesioni macropermanenti che l'anno scorso il governo ha tentato di introdurre e che sarebbe stato un vero sopruso che toglieva a persone gravemente menomate per dare alle "povere" assicurazioni, in una nuova versione sadica e all'incontrario di Robin Hood.

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