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IMU ed EQUITA'

Il Prof.Monti ed alcuni suoi collaboratori,nelle varie apparizioni in TV, affermano con forza di aver preso dei provvedimenti che hanno, fra l’altro, l’ EQUITA’ quale caratteristica principale.Ebbene,secondo lo Zingarelli,EQUITA’ vuol dire:”applicazione della norma giuridica secondo giustizia,cioè tenendo conto delle concrete circostanze non previste dalla legge”.Io non conosco tutte le norme introdotte dal nuovo Governo,ho letto, però ,la parte della normativa che definisce il concetto di “Abitazione principale” ai fini IMU e non vi trovo per niente la tanto decantata “EQUITA’”;a sostegno di tale mia affermazione descrivo proprio il caso che riguarda me. Sono un pensionato di quasi 80anni,con moglie a carico di quasi 82 anni,e abito in un alloggio datomi in uso gratuito dall’unica mia figlia che lo comprò perché, nel 2010 , io fui sfrattato. La sorte volle che nel 2011 anche mia figlia dovette lasciare l’appartamento che aveva in affitto; per tale motivo, dando fondo ai miei risparmi,comprai un appartamentino che detti in uso gratuito alla predetta mia figlia.Ora ambedue abbiamo la residenza in appartamenti avuti in uso gratuito,quindi non c’è la concomitanza della proprietà e della residenza, però siamo proprietari di una ed una sola casa ciascuno.Secondo il criterio “equitativo”del governo Monti dovremmo pagare l’imposta prevista per i proprietari di seconde ,terze ...case. Poiché l’imposta è calcolata sul valore catastale,vorrei che qualcuno mi spiegasse quale sarebbe il criterio di “EQUITA’” per il quale la mancanza della residenza anagrafica,ma in presenza di dimora abituale, rende il proprietario di una sola casa più ricco di un altro che,invece,vi ha anche la residenza. L’espediente della residenza nel caso mio (ed in altri che si trovino nella stessa situazione) a me sembra irragionevole,ingiusto ,iniquo e crudele,ma introdotto, come una falce, per arraffare più danaro possibile.Certo,se io e mia figlia traslocassimo,il problema sarebbe risolto e la soluzione,alla mia bella età,sarebbe un vero godimento “EQUO”! Qualcuno potrebbe pensare ,per un momento, alla tanto amata Costituzione? L’art.3 andrebbe a farsi benedire, creando una disparità di trattamento tra cittadini,che hanno una sola casa ,ma pagano somme diverse. Inoltre,l’art.53 recita che tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva; per quale misterioso motivo io e mia figlia,pur avendo una sola casa a testa, avremmo una capacità contributiva più elevata? Credo di aver chiarito abbastanza che non è poi tanto opportuno che i vari Governanti,ai quali accennavo all’inizio, si richiamino,ad ogni pie’ sospinto, all’Equità.Spero che qualcuno si muova per eliminare quella che io chiamo “INIQUITA’” e che non si presenti soltanto al momento delle elezioni. Ringrazio ed oso sperare in una risposta.

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