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A proposito del sondaggio

Salve sig. direttore, sono un ragazzo di 21 anni, e volevo scriverla a proposito del sondaggio (scandaloso) che ha proposto questo sito a proposito della morte del capo dei No-Tav. Per quanto un giornale possa essere di parte in determinate situazioni delle volte il silenzio di un pensiero verso qualcuno che si è sacrificato, per un qualcosa che per me, e tanta altra gente, è una giusta causa, sarebbe segno di buon gusto. Io parlo dalla bassezza della mia ignoranza, non posso pensare di mettermi a confronto di qualcuno che si trova, intellettualmente parlando, ad un livello più alto del mio, ma più che altro per vita vissuta e per esperienza. Come si può creare un sondaggio in cui si chiede alla gente se quella PERSONA si sia meritato la morte mentre combatteva per una causa comune. Posso capire che lei è favorevole a questa linea di trasporto ferroviario super-veloce, però cosa può far suscitare una tale repulsione verso la vita di qualcuno che ha lasciato la famiglia, perchè voleva che i suoi figli vivessero a contatto con l'ambiente e non solo con catrame e cemento e linee ferroviarie, per me, in questo momento inutile. Proviamo a pensare all'Italia, la gente italiana sta facendo grandi sacrifici, adeguandosi a determinate regole per poter uscire da questa crisi. C'è gente sempre più povera e si spendono milioni per costruire una linea ferroviaria che è inutile ai più. Di solito in una democrazia, degna di questo nome, sono i pochi che si adeguano ai più. Perchè continuare una vera e propria guerra civile? Io provo dispiacere per quello che sta succedendo, ma non solo per la gente stanca che manifesta, ma anche per i poliziotti che devono veder morire un loro simile. Delle volte la storia insegna e delle volte leggere la storia del passato aiuta a riflettere sul futuro. Dove c'è repressione non c'è democrazia, e dopo la repressione arriva la rabbia del popolo.Aristotele insegnava già nell'antica Grecia, e Machiavelli alla fine del Medioevo e all'inizio di una nuova epoca. So che questa lettera forse le sarà indifferente, ma questo è il pensiero di un giovane, insieme ad altri, che pensa ancora che le cose possano cambiare. Se da parte della maggior parte c'è indifferenza verso la politica, altri credono ancora in un Italia nuova. Distinti Saluti

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